Il Natale di Gesù, il Natale degli ultimi

Luci e alberi colorati, fiocchetti sui pacchi da regalare, tavole imbandite e bancarelle di dolciumi. Mercatini dove acquistare gli ultimi doni o quel pastorello nuovo da aggiungere al presepe. Lo immaginiamo così il nostro Natale. E per tanti è davvero un momento magico in cui mettere in pausa problemi e paure. Per provare a sognare un mondo fatato dove il bene trionfa, la giustizia è praticata, l’amore è nel cuore di tutti. Poi, però, basta accendere la tv, sfogliare un giornale, indugiare sui social, ascoltare la radio, parlare con i colleghi per tornare con i piedi per terra. Per ricordare che no, non in tutto il mondo le strade sono addobbate a festa e nel forno cuoce l’arrosto. Ci sono guerre, carestie, minacce di morte. Conflitti esplosi o che minacciano di esplodere, gente che non può tornare a casa, interi villaggi distrutti. C’è la guerra in Ucraina, invasa dalla Russia, c’è la distruzione di Gaza per volere di Netanyahu, ci sono i conflitti in Sud Sudan, Myanmar, Yemen…
Ma, senza andare troppo lontano, il male abita anche in casa nostra. Nella nostra Italia dove, secondo gli ultimi dati dell’Istat ripresi dalla Caritas, è in povertà assoluta il 9,8 per cento della popolazione, mentre oltre 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie vivono in condizioni di indigenza.
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di Annachiara Valle


