Padri tra domande, dubbi, responsabilità

In un cammino genitoriale l’errore è possibile. Ciò che conta è accorgersene, riconoscerlo e correggersi. Per andare avanti.
Non uno slogan, ma un «progetto di genitorialità collettiva e sociale», scrive Alberto Pellai in Allenare alla vita. I dieci principi per ridiventare genitori autorevoli, pubblicato da Mondadori nel 2024. Lo consiglierei in vista dei regali natalizi, dimenticando quei libri per fare qualsiasi cosa: cucinare, dimagrire, invecchiare bene, imparare il découpage.
Pellai è medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva, padre di quattro figli. Ha scritto anche Da uomo a padre e penso: «Mi sarebbe stato utile quando avevo i figli piccoli e mi chiedevo cosa fosse giusto fare per essere un buon papà». L’autore non mi avrebbe fornito (se non indirettamente) soluzioni preconfezionate e pronte all’uso.
L’esperto, che ha conosciuto nel suo lavoro moltissimi giovani e genitori preoccupati e titubanti, ha rilevato: «C’è una confusione incredibile nella cultura corrente, che sembra mossa più dal bisogno di popolarità che dalla necessità di lanciare un vero messaggio preventivo, del quale ci si vorrebbe proclamare coerenti testimoni e paladini».
Ecco, lui non cade in questa trappola, non si adegua. Le sue pagine non si limitano a offrire indicazioni educative: sono preziose per i genitori stessi perché li spingono ad ascoltare sé stessi e a partire dalle proprie esperienze concrete, più che da teorie astratte. Inoltre, rinnovano continuamente le domande, invitando a porsene spesso, anche quando le risposte non sono immediate. Infine, riportano l’attenzione su valori fondamentali, come responsabilità, testimonianza, esempio, che restano cardini nel percorso di accompagnamento dei più giovani verso l’età adulta. Un cammino genitoriale in cui l’errore è possibile. Ciò che conta è, però, accorgersene, riconoscerlo e correggersi, per poi andare avanti.
Il seguito sulla rivista.
di Vittorio Sammarco


