Perché si vota per chi ci odia?

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Continuo a pensare al grande paradosso tedesco. Al successo di Afd e della sua leader, Alice Weidel, una donna dichiaratamente lesbica, “sposata” con un’immigrata srilankese residente in Svizzera e con due figli adottivi. Eppure lei, nonno paterno membro delle SS di Hitler, con il suo partito di ultradestra racimola voti puntando sulla guerra totale agli immigrati, sul divieto di adozione alle coppie gay, sul no alle unioni civili. Anche da noi, da tempo, non si bada più, soprattutto in certi ambienti politici, alla coerenza tra ciò che si predica e ciò che si fa nella vita personale. E così si vota una «madre cristiana» che parla continuamente di famiglia tradizionale, ma che poi ha deciso di avere una figlia fuori dal matrimonio. Oppure si appoggia un generale che sbraita contro i migranti, avendone, però, sposata una. E via dicendo. Quando qualcuno batte i pugni sul tavolo promettendo fuoco e fiamme la povera gente lo segue. Forse convinta che, stando dalla parte del vincitore, ne avrà un qualche vantaggio. I provvedimenti duri si immaginano contro gli altri, soprattutto se sono migranti o poveri, quasi fossero i più diseredati i colpevoli di tutto ciò che chi ha il potere non riesce a fare.

Il seguito sulla rivista.

di Annachiara Valle

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