La ragazza della “fortuna”

Samira Lui affianca Gerry Scotti in La ruota della fortuna, in prima serata su Canale 5. In precedenza ha partecipato a Miss Italia e lavorato a L’eredità con Flavio Insinna. È stata anche per quaranta giorni nella casa del Grande Fratello.
Bella è bella, non si discute. Si capisce, perciò, come mai gli autori di La ruota della fortuna, il game-show di primissima serata in onda su Canale 5, abbiano scelto Samira Lui per affiancare il conduttore Gerry Scotti. Oddio, affiancare forse è una parola grossa. Tuttavia, la qualifica di valletta le starebbe stretta. Vero è che il suo ruolo, al tabellone dei giochi di parole, consiste sostanzialmente nello sfilare, toccando le caselle luminose delle lettere indovinate. Ma a colpire chi guarda da casa non sono tanto la figura snella, le lunghe gambe, il sorriso luminoso, la pelle ambrata di Samira. La ragazza è spigliata, sveglia, replica con prontezza alle battute di Scotti. Insomma, gli fa da spalla mettendoci, spesso e volentieri, del suo. E se, ogni sera, il programma riesce a catturare oltre cinque milioni di spettatori, con uno share del 26 per cento, mettendo in ambasce la concorrenza su Rai 1 di Affari tuoi con Stefano De Martino (che in genere rimane con cinque punti in meno di share), è giusto riconoscerle parte del merito. È presto, forse, per dire quale futuro televisivo avrà la ragazza. Ma a Mediaset ci stanno pensando su.
«Il sogno? Condurre, un giorno, un programma d’intrattenimento musicale. Anche se ho un modello inarrivabile: Raffaella Carrà», confessa Samira, 28 anni il prossimo 6 marzo. «Capisco, comunque, l’importanza della gavetta. Tutti iniziano da un punto e arrivano a un altro, si parte dal basso per giungere in alto. Mica si comincia dal Festival di Sanremo. Fin da piccola, avevo questo sogno. Per mia mamma, il piano A era lo studio. Io, dentro di me, nel cuore ma anche nella testa, ho sempre saputo che invece era lo spettacolo».
La mamma, figura importantissima nella crescita e nella formazione. Nel suo caso, forse, più del solito perché Samira non ha conosciuto il padre, giovane senegalese che andò via prima che lei nascesse. «Non posso dire di aver sentito la mancanza di una persona che non c’è mai stata. Per me era normale non avere un papà», dice senza ombra di recriminazioni. «Mia madre ha fatto tutto da sola e siccome lei ha sempre lavorato tanto, stavo spesso con i nonni. Sono nata a San Daniele del Friuli, vicino a Udine, e sono cresciuta in campagna. Però, nessun passato doloroso. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza serene, piene di affetto, di amici. Da adulta ho provato a cercare mio padre, ma forse lui non è pronto. Oggi ha un’altra famiglia, altri tre figli e io non ho mai fatto parte della sua vita. Magari, ha paura del mio approccio. Anche se io ho dimostrato di avere le braccia aperte, di non giudicare».
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di Maurizio Turrioni


