Il poliedrico Aldo Cazzullo

Crescono gli ascolti e il gradimento per Una giornata particolare, programma di approfondimento storico ideato e condotto da Aldo Cazzullo, in onda ogni mercoledì in prima serata su La7. Ci eravamo lasciati ad aprile con una puntata sulla morte del duce. Il giornalista si è ripresentato all’appuntamento con i telespettatori, a metà ottobre, con un’altra serata dedicata alla storia del fascismo: La caduta di Mussolini, ovvero gli eventi seguiti al 25 luglio 1943, quando il Gran Consiglio lo sfiduciò. Racconti, arricchiti da filmati, capaci di “agganciare” l’attenzione di chi guarda proponendo la visione critica di eventi solo apparentemente lontani. «Siamo ripartiti da qui perché sul ventennio non tutti gli italiani hanno le idee chiare», spiega Cazzullo. «Noi non ci stancheremo mai di raccontare la vera storia del fascismo, non quella sua versione edulcorata che dimentica volutamente le atrocità commesse».
La settimana successiva siamo stati catapultati ancora più indietro nel tempo con La morte di Cleopatra, giornata cruciale che segnò la storia dell’antica Roma attraverso la guerra fratricida tra Ottaviano e Marco Antonio. E via così fino alla fine dell’anno, saltabeccando tra personaggi recenti e fatti remoti: Garibaldi e Mazzini sulle barricate della repubblica romana; la tragica battaglia di El Alamein; il genio di Leonardo da Vinci; la ribellione di Giordano Bruno; la mistica di D’Annunzio; il mistero di Padre Pio; il disastro del Vajont, «che in pieno boom economico ci mostrò che quel progresso non sarebbe durato per sempre e che l’Italia restava un Paese in cui le cose di tutti sono cose di nessuno», chiosa l’autore. Fino alla puntata che incrocia lo scandalo della Banca Romana con Tangentopoli: «A distanza di cent’anni, negli stessi giorni del 1892 e del 1992, due casi hanno segnato la storia dell’Italia unita», ricorda Cazzullo. «Da un lato furono coinvolti Crispi e Giolitti, dall’altro Craxi e Gardini. Con l’inedita testimonianza dell’ex magistrato Antonio Di Pietro: fu lui che, usando un fazzoletto, spostò sul comodino la pistola di Gardini. Il presunto giallo sul suicidio nasce proprio da questa mossa maldestra».
Scopo di Una giornata particolare? «Capire il presente guardando al passato. Osservare indietro con gli occhi rivolti all’oggi, perché la pianta affonda le origini nelle radici», sostiene il conduttore. «La storia parla di noi anche quando parla di secoli lontani. Tutto ci riguarda. Ed è solo ritrovando le radici che possiamo comprendere la nostra identità. Credo che il successo si spieghi col fatto che esiste un’Italia che vuol saperne di più. Un’Italia che non c’entra nulla con destra e sinistra, ma che ha voglia di capire».
Il seguito sulla rivista.
di Maurizio Turrioni


