Tutto il bello (e il buono) delle due ruote

In maggio è prevista la Settimana della bicicletta lungo le vie d’acqua. Un’occasione per incentivare il turismo di prossimità, ma anche per promuovere la mobilità sostenibile e l’economia di settore.

Quando si parla di cicloturismo, si pensa a lunghi itinerari da percorrere pedalando con zaino in spalla e borraccia sempre a portata di mano. E se non si è allenati, ci si sente stanchi alla sola idea. Ma in realtà è soltanto un equivoco: cicloturismo è anche l’escursione di un giorno in bicicletta nei dintorni della propria città o del proprio paese. Si chiama turismo di prossimità e, secondo una recente ricerca condotta dal Centro per la comunicazione strategica (Cecoms) dell’Università Iulm di Milano, per Repower, attrae l’83 per cento dei cicloturisti, che dichiarano di avere «una curiosità diffusa per il territorio in cui soggiornano» e di scegliere «volentieri la bicicletta per vivere specifiche esperienze sul territorio». Esperienze enogastronomiche, culturali, naturalistiche, che vissute sulle due ruote richiedono tempi diversi e assumono forme nuove. 
Tante le associazioni territoriali che promuovono questo cicloturismo smart, che non richiede né grande impegno né grande allenamento (specialmente se praticato con la bicicletta elettrica). Hanno individuato percorsi ideali nelle strade che costeggiano laghi, fiumi, canali: le vie d’acqua, che offrono la possibilità di pedalare in pianura, senza fatica, scoprendo le bellezze del paesaggio. 
Finora le iniziative lungo le vie d’acqua erano rimaste correlate a singoli territori e associazioni, ma lo scorso giugno l’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) e la Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab), insieme al Centro interuniversitario di ricerche economiche e di mobilità dell’Università di Cagliari e al dipartimento di Architettura e design del Politecnico di Torino, hanno firmato il documento Indirizzi per una legge nazionale sul recupero a fini ciclabili delle vie d’acqua, per mettere nero su bianco che «la presenza nel territorio italiano di una vasta rete di corsi d’acqua (naturali e artificiali) è una grande opportunità per lo sviluppo della rete cicloturistica» e «per approntare una proposta di legge nazionale organica che offra soluzioni praticabili e condivise al fine di rendere la rete idrografica disponibile ad accogliere una rete ciclabile, che ne salvaguardi la funzione primaria e ne valorizzi il ruolo di patrimonio culturale». 

Il seguito sulla rivista.

di Annalisa Misceo 

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