Sulle note di Elvis

A Cannes è stato presentato l’ultimo film di Baz Luhrmann dedicato al cantante americano, interpretato da Austin Butler. Tom Hanks, straordinario come sempre, è nella parte del manager.

La grande musica è tornata quest’anno a inondare la Croisette. Al di là del Palmarès, destinato come sempre a sollevare discussioni, a segnare il Festival di Cannes che si è appena concluso è stata senza dubbio la meravigliosa biografia dedicata a Elvis Presley dal regista australiano Baz Luhrmann. Il suo Elvis (nelle sale dal 23 giugno), interpretato efficacemente da Austin Butler, ha scosso a tempo di rock’n roll i gradini rossi della scalinata più celebre del mondo del cinema. Un vero segnale di rilancio. Se, infatti, l’edizione di tre anni fa, l’ultima scintillante prima dei guasti della pandemia, era stata allietata da canzoni come Crocodile Rock e Goodbye yellow brick road di Elton John (celebrato in Rocketman, il film di Dexter Fletcher con Taron Egerton), stavolta fan e addetti ai lavori hanno letteralmente ballato e sognato con l’immortale Presley sulle note di Love me tender, Heartbreak hotel, Surrender, Are you lonesome tonight? e tutti i brani più famosi del “King”. 
A 45 anni dalla sua prematura scomparsa (per una crisi cardiaca), Presley gode ancora di fama planetaria, la sua casa museo a Memphis resta una delle attrazioni più visitate degli Stati Uniti, i suoi 61 album hanno venduto oltre un miliardo di dischi e continuano a vendere ancora oggi, generando un fatturato degno di una multinazionale. 
In poco più di vent’anni di carriera, Elvis ha lasciato un’impronta indelebile nell’universo musicale. Ma non è solo per questo che Luhrmann gli ha dedicato un film che, com’è nel suo stile, è uno “spettacolo spettacolare”, con la cinepresa che sembra danzare con i protagonisti, atmosfere da sogno pronte a trasformarsi in incubo, l’adrenalina del successo, la vertigine della caduta.

Il seguito sulla rivista.

di Maurizio Turrioni

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