Natale di perDono

Il 25 dicembre ci dà l’opportunità di perdonare. In famiglia, al lavoro, con gli amici e soprattutto nei nostri cuori. Se riusciremo a farlo, sperimenteremo la vera pace, che nasce dalla capacità di accogliere e di amare senza condizioni.
Il perdono è una delle dimensioni più profonde della nostra umanità, un atto che trascende l’individuo e tocca la sfera sociale, divenendo una forza capace di ricostruire relazioni e riconciliare i cuori. Un esempio potente è rappresentato dalla tregua di Natale del 1914: un momento straordinario durante la Prima guerra mondiale, in cui soldati nemici decisero di mettere da parte le armi e di condividere una notte di pace e umanità (vedi box a pagina 10). Anche in contesti difficili, il perdono può diventare una scelta che va oltre la logica della violenza, aprendo al riconoscimento reciproco. Perdonare richiede una disposizione e una visione che superino rancore e vendetta.
Se consideriamo il perdono alla luce della spiritualità cristiana, vediamo che si intreccia con la misericordia divina. Nella sua quarta enciclica, Dilexit nos, pubblicata nell’ottobre 2024, papa Francesco insiste sul fatto che il perdono «non passa sopra al male ma è la capacità di fare spazio all’altro anche quando ha posizioni diverse dalla nostra». È un segno di forza interiore, uno strumento di guarigione relazionale, radicato nell’amore del Cuore di Cristo. Il perdono, infatti, è indivisibile: non possiamo chiedere misericordia senza essere misericordiosi a nostra volta, un legame espresso anche nel Padre nostro con le parole «perdona a noi i nostri debiti, come anche noi li perdoniamo ai nostri debitori». Come possiamo accettare la grazia del perdono se siamo noi stessi a porre barriere? La sfida del “perdonare sempre” è un invito a guardare oltre le colpe.
Il perdono autentico non significa giustificare o dimenticare il torto subìto, ma piuttosto decidere di superarlo, di “passare sopra” a quell’errore o a quell’offesa, aprendo così la porta alla riconciliazione. Ci sono molti livelli nel perdono: possiamo chiedere, ricevere, concedere il perdono e ognuno di questi passaggi ha una funzione specifica nel processo di guarigione interiore e relazionale. Perdono e amore sono strettamente correlati: non si può perdonare senza amore, né amare senza una disposizione al perdono. È questa la forza del perdono fraterno, un atto che rigenera le relazioni e ci permette di costruire legami più autentici.
Il seguito sulla rivista.
di Roberto Ponti


