La fede si fa musica

© Salzburger Festspiele / Monika Rittershaus
Il Cantico delle creature nacque per essere cantato. Da allora Francesco è stato una fonte di ispirazione per compositori e cantautori, sia classici sia moderni.
Francesco non era solo un mistico, ma un uomo che comunicava attraverso la poesia, il gesto teatrale e, soprattutto, la musica. Non sorprende, quindi, che la sua figura abbia ispirato compositori classici, registi d’avanguardia, cantastorie moderni e icone del pop. Il Poverello di Assisi è diventato un archetipo universale: il simbolo di una ribellione pacifica, dell’armonia con il Creato e di una spoliazione che si fa ricchezza interiore.
Per comprendere l’impatto del santo sulla musica, bisogna partire dal fatto che egli stesso faceva musica. I biografi raccontano che, nei momenti di gioia spirituale, Francesco amasse cantare in francese, la lingua della poesia trobadorica che aveva ascoltato in gioventù (la madre era francese). Il suo Cantico delle creature, considerato il primo grande testo della letteratura italiana, nacque per essere cantato. Sebbene la melodia originale sia andata perduta, le parole mantengono una struttura ritmica pensata per l’accompagnamento musicale.
La spiritualità francescana diede un impulso decisivo alla nascita del movimento delle laude spirituali, canti in volgare che permettevano al popolo di partecipare alla lode divina. Raccolte storiche come il Laudario di Cortona risentono di questa rivoluzione espressiva: la musica andava oltre il latino liturgico per farsi vicina all’uomo comune.
Nel corso dell’Ottocento e del Novecento, il frate ha affascinato i più grandi nomi della musica colta, attratti dal contrasto tra la sua radicale umiltà e la grandiosità della sua visione cosmica. Il compositore ungherese Franz Liszt (che nel 1865 ricevette gli Ordini minori e fu anche terziario francescano) dedicò al santo una delle sue pagine pianistiche più celebri: San Francesco d’Assisi: la predicazione agli uccelli (dalle Leggende, 1863). Qui il pianoforte imita il cinguettio degli uccelli che si trasforma progressivamente in un canto di adorazione collettiva. Ma il culmine della presenza francescana nella musica classica coincide con l’opera lirica Saint François d’Assise del compositore francese Olivier Messiaen. Scritta fra il 1975 e il 1983, si tratta di un’imponente partitura di duemila pagine che contiene oltre quattro ore di musica.
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di Roberto Zichittella


