Milo Infante, una nuova sfida

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La mattina puntiamo su un’informazione veloce, in tempo reale. La nostra forza è raccontare ciò che sta accadendo, non quello che è accaduto. La sera, l’idea è di approfondire certi temi tecnici, che si nascondono dietro la narrazione.

La terza vita di Milo Infante. Professionale, naturalmente. Nella prima si è fatto le ossa sulle maggiori tv private della Lombardia: prima Telenova, poi Telelombardia e infine Antenna 3, di cui diventa nel 2001, direttore responsabile. Rivela, poi, un’innata bravura nel condurre talk-show.
Il 15 settembre 2003 nasce a seconda vita: La Rai lo ingaggia e affianca a Monica Leofreddi per condurre L’Italia sul 2 che, dal 2007, diventa L’Italia sul 2 Giovani. Dopo anni di lavoro sul campo, si è ormai accreditato come esperto delle realtà giovanili. Il suo stile, pur rigoroso, non è però buonista: nell’analisi della cronaca, non è uno che le mandi a dire.
Si guadagna così, a torto o a ragione, l’etichetta di giornalista vicino alla Lega. Forse anche perché, banalmente, nel 2006 sposa nella chiesa parrocchiale di San Rocco, a Erbanno, Sara Venturi, eletta Miss Padania otto anni prima da una giuria di cui proprio lui faceva parte. Sospetti? Lei è poi diventata un bravo avvocato penalista (che difende in aula il marito all’occorrenza), sono tutt’oggi sposati e sono genitori di Daniele.
La carriera televisiva di Milo è un crescendo, fino alla conduzione, dall’autunno 2020, del talk-show pomeridiano Ore 14, sempre su Rai 2. In sei anni gli ascolti lievitano, con scoop su casi di cronaca clamorosi, come la scomparsa della piccola Denise Pipitone.
Infante scalpita, si aspetta dalla Rai un salto di qualità in prima serata. I dirigenti di viale Mazzini nicchiano. E lui salta il fosso, passa a Mediaset: dall’agosto di quest’anno, conduce su Rete 4 la rubrica quotidiana Ore 11 e ogni martedì, dal 1° settembre in prima serata, il talk-show Verità nascoste. La sua terza vita è iniziata e non va niente male.
«Non mi aspettavo di fare oltre il 9 per cento di share al mattino e questi ascolti alla sera. Segno che gli spettatori ci seguono», gongola il giornalista, 58 anni, col passaggio a Mediaset diventato anche condirettore (con Siria Magri) della testata giornalistica Videonews.
«La mattina», continua, «puntiamo su un’informazione veloce, in tempo reale. La nostra forza è raccontare ciò che sta accadendo, non quello che è accaduto. La sera, l’idea è di approfondire certi temi tecnici, che si nascondono dietro la narrazione, più discorsiva, fatta al mattino. Il linguaggio, naturalmente, è diverso. Non potrebbe essere altrimenti, visto che ci scontriamo con una corazzata qual è il programma di Giovanni Floris su La7, un format consolidato. Io, però, di sfide facili non ne ho mai avute».
A chi gli rinfaccia di fare, su Mediaset, un programma analogo a Ore 14 della Rai, solo anticipato di tre ore, Infante ribatte con sincerità: «Cosa ci si aspetta da me? Faccio il cronista, racconto la realtà. È ciò che so fare. Per me, contano i contenuti, che sono quelli che tratto da sempre. Fazio cosa fa? E la Maggioni? Chi ha una sua riconoscibilità in tv, la porta avanti».

Il seguito sulla rivista.

di Maurizio Turrioni

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