Francesco tra le pagine

Dalle prime biografie alle moderne edizioni critiche: nei secoli, scritti e testimonianze hanno raccontato il frate di Assisi. Oggi confluiscono nelle Fonti Francescane.

Come spesso accade alle figure rivoluzionarie che lasciano seguaci, amate e contestate in vita, destinate a rappresentare storicamente molto per molti ma cose diverse per ciascuno, Francesco ha diviso in vita e in morte, a cominciare dal modo di chiamarlo: Francesco d’Assisi, san Francesco, frate Francesco. Divisioni spesso in buona fede, come accade ogni volta che un testimone si convince di possedere l’autenticità del ricordo, anziché un punto di vista, per quanto esatto, che può non esaurire l’insieme. La stessa comunità francescana nel corso del XIII secolo, subito dopo la morte del fondatore, si è divisa sull’interpretazione della Regola (che in realtà furono due: la prima non “bullata” nel 1221, senza bolla papale, e la seconda “bullata”, con la bolla di papa Onorio III, nel 1223). Da una parte i cosiddetti spirituali che ne davano una lettura più radicale, dall’altra i cosiddetti conventuali (sostenitori del fatto che l’organizzarsi in conventi non confliggesse con l’impulso alla povertà) più moderati.
Il fatto, poi, che Francesco sia stato percepito come santo in vita e canonizzato subito da Gregorio IX, a due anni dalla morte, ha indotto i frati a commissionare presto una biografia ufficiale, anche per mettere ordine nei racconti dei testimoni diretti non sempre concordanti tra loro.
Un’operazione complessa per la quale non bastò una sola biografia ufficiale, se ne susseguirono ben cinque, nel corso del XIII secolo: la Vita prima di Tommaso da Celano, che dovette poi redigere la Vita seconda (il cosiddetto memoriale) a seguito di una lettera dei primi compagni del santo, la cosiddetta Lettera di Greccio, dell’11 agosto 1246, e aggiungervi un Trattato dei miracoli. Solo nel 2015 lo storico francese Jacques Delarun scoprirà anche un’altra Vita di Tommaso da Celano, più breve, databile tra la prima e la seconda. I lavori di questo autore vennero messi da parte quando il Capitolo generale di Narbona del 1260 decretò che da tutte le legende (ossia le biografie) esistenti dovesse esserne redatta una nuova ufficiale. Il compito venne affidato dai Frati minori a san Bonaventura da Bagnoregio: ne nacquero la Legenda maior, approvata dal Capitolo nel 1263, e la Legenda minor, compendio a uso liturgico della prima, da allora la biografia ufficiale di san Francesco, più agiografica e mistica di quella di Tommaso.
Le legende, i pochi scritti di Francesco d’Assisi (una trentina di testi per lo più in latino, lettere, esortazioni, laudi, preghiere, la più famosa delle quali, unica in volgare assieme all’esortazione alle clarisse, Audite poverelle, è il Cantico delle creature. I soli autografi sono due biglietti a frate Leone), le cronache e altre testimonianze del XIII e del XIV secolo, gli scritti e le fonti biografiche di Chiara d’Assisi, i testi normativi dell’Ordine dei fratelli e delle sorelle della penitenza formano il corpus di testi comunemente nominato Fonti Francescane: il punto di partenza per chiunque desideri studiare Francesco d’Assisi.

Il seguito sulla rivista.

di Elisa Chiari

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