Le alchimiste di Anselm Kiefer

È sempre emozionante entrare nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano, accanto al Duomo. Colpisce la bellezza di questo ambiente, progettato tra il 1774 e il 1778 dall’architetto Giuseppe Piermarini e segnato dal bombardamento del 1943, capace ancora oggi di evocare un passato di splendore e rovina. Dopo aver eccezionalmente accolto nel 1953 il capolavoro di Picasso Guernica, questa Sala ha ospitato nel corso degli anni mostre di artisti eccezionali. Tra questi c’è l’ottantenne pittore e scultore tedesco Anselm Kiefer. Nato nel sud della Germania nelle ultime settimane della Seconda guerra mondiale, ha esposto le sue opere in tutto il mondo e innumerevoli volte in Italia. Ora presenta nel capoluogo lombardo Le alchimiste, un progetto che mette al centro figure femminili reali o simboliche, che diventano presenze evocative più che ritratti definiti. Non sono mai rappresentate in modo tradizionale: emergono piuttosto come tracce, nomi, rimandi culturali e letterari. È come se l’artista le convocasse da epoche diverse per farne custodi di una conoscenza antica, misteriosa, legata alla trasformazione della materia e dello spirito.
L’emozione è doppia, perché la Sala si anima con un ciclo di giganteschi teleri sui quali Kiefer stende colori, piombo, cenere, terra, paglia. Materiali poveri, pesanti, quasi primordiali, che lui utilizza per costruire superfici dense, stratificate, spesso segnate da crepe e bruciature. Non si tratta solo di estetica, ma di un linguaggio vero e proprio, capace di evocare processi lenti, sedimentazioni, mutamenti. Proprio questi ultimi sono l’essenza dell’alchimia, generalmente definita come arte o scienza della trasformazione o trasmutazione delle cose, che ebbe origine in Egitto in età ellenistica e registrò sviluppi significativi anche in Oriente, nella cultura indiana e in quella cinese. Dal mondo greco l’alchimia passò, nel Medioevo, a quello islamico e da qui a quello latino dell’Occidente. Le pratiche chimiche sperimentali si combinavano con esoterismo, filosofia e magia.
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di Roberto Zichittella


