Le api, architette della biodiversità

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Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api, una ricorrenza che non è solo simbolica: è un promemoria concreto di quanto questi piccoli insetti siano fondamentali per la vita sul Pianeta.
Spesso si sente dire che senza api il mondo finirebbe. Non è esattamente così, ma la realtà resta comunque allarmante: in mancanza del loro lavoro, gli equilibri naturali andrebbero incontro a molti cambiamenti, con conseguenze negative su cibo, economia ed ecosistemi.
Le api sono tra i più importanti impollinatori. Trasportando il polline da un fiore all’altro, permettono alle piante di riprodursi, generare frutti e rinnovarsi. Un meccanismo insostituibile, dal quale dipende gran parte delle colture agricole e dei sistemi ambientali.
Si stima che circa il 70 per cento delle specie vegetali e oltre un terzo della produzione globale alimentare siano legati all’impollinazione. In altre parole, senza api avremmo meno frutta, meno verdura, meno varietà sulle nostre tavole. E il miele? È solo una piccola parte del loro contributo. Il loro vero valore è invisibile, ma essenziale: mantengono viva la biodiversità.
Negli ultimi anni il numero delle api è in calo. Le cause sono molteplici: cambiamenti climatici, inquinamento, uso intensivo di pesticidi, trasformazione degli habitat. Anche alcune malattie contribuiscono a indebolirle. Non si tratta di un’estinzione imminente, ma di un declino preoccupante.

Il seguito sulla rivista.

di Lucilla Perrini

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