Il suono della memoria

Foto © Giorgio Finali

La voce dello scrittore Andrea Camilleri, accompagnata da violoncello e musica elettronica, rivive nell’album Intelletto d’amore (e altre bugie) del compositore Michele Marco Rossi.

In occasione del centenario della nascita di Andrea Camilleri, il pensiero e la voce di uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento rivivono attraverso un nuovo album, Intelletto d’amore (e altre bugie), realizzato dal musicista e compositore romano Michele Marco Rossi. Il suo progetto è una riflessione sull’amore, appunto, e sulla sfera più intima della natura umana, partendo da Dante e Petrarca e arrivando fino ai giorni nostri. Brani al violoncello di Rossi ed elettronica live (curata da Paolo Aralla) si alternano con le parole registrate di Camilleri in questa raccolta targata Stradivarius presentata di recente a Roma, presso il Fondo Andrea Camilleri.
Maestro Rossi, partiamo dalla copertina del disco: è totalmente bianca. Perché?
«Il progetto racconta Andrea Camilleri, i cento anni trascorsi dalla sua nascita, il mio incontro con lui. I ricordi non hanno una forma né un titolo. Si custodiscono, si condividono, diventano parte di noi. Per questo la copertina bianca mi sembrava la scelta più opportuna, perché non limita questo ricordo, lo lascia indefinito, ma anche in continua trasformazione, come un foglio candido su cui continuare a scrivere».
Com’è avvenuto il vostro incontro?
«Fin da subito sapevo di voler coinvolgere Camilleri in questo progetto, ma non avevo mai avuto l’occasione di incontrarlo né avevo un contatto. Riuscii a trovare un indirizzo mail a cui scrissi, raccontando la mia idea. Un giorno ricevetti una telefonata da un numero sconosciuto. Era Mariolina Camilleri, la figlia di Andrea. Mi disse che il padre aveva letto il mio progetto e avrebbe voluto incontrarmi a casa sua. Era il 5 maggio del 2019. Scoprii anche che abitavamo vicini».
L’album è composto da tredici tracce. Il filo rosso che le collega è quello dell’amore, che unisce il pensiero dantesco con quello di Camilleri. Qual è stato il punto di incontro?
«Dal principio il progetto voleva partire da un’idea dantesca su un tema universale: l’amore. Ma proprio per l’astrattezza di questo concetto ci tenevo a confrontarmi con Camilleri, per farmi guidare da lui. Confrontandoci è emerso il suo pensiero riguardo a questo sentimento, che è una delle prove dell’irrazionalità dell’essere umano, del suo pensiero e della sua conoscenza. E poi c’è la seconda parte del titolo, “e altre bugie”, che invece sottolinea come la presunzione di conoscere razionalmente l’amore sia in realtà un’illusione. Concetto che Camilleri raccontava con la sua leggerezza e ironia elegante. Questi elementi nel disco si sono trasformati in un doppio binario: da una parte ci sono le tracce con le sue parole, registrate dal vivo durante il nostro incontro; dall’altra ci sono brani di musica elettronica che non hanno titolo e che abbiamo chiamato semplicemente “bugie”, perché nascono da un’ispirazione suscitata dalla voce. A questi ultimi, si aggiunge poi l’improvvisazione con il violoncello».

Il seguito sulla rivista.

di Daniele Valentino

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