Agosto? aperto per ferie

A differenza della tradizionale villeggiatura degli anni Sessanta e Settanta, concentrata rigorosamente nel mese più caldo, oggi le vacanze sono sempre più frazionate. In aumento i viaggi, che seguono nuove rotte, più flessibili, sostenibili e personalizzate.
Sacrosanto periodo di vacanza fin dai tempi dell’antica Roma, oggi agosto non detiene più l’esclusiva sulle partenze degli italiani. Sono lontani gli anni in cui, per organizzare le ferie, ci si contendeva tra colleghi l’ottavo mese dell’anno — di solito assegnato per anzianità o a chi aveva sulle spalle una famiglia con figli — in favore di soluzioni più brevi e distribuite nel tempo.
Secondo la 24ª edizione dell’Holiday Barometer, ricerca annuale del Gruppo Europ Assistance, che indaga nuove tendenze, abitudini e preferenze dei viaggiatori in Europa, Nord America, Asia e Australia, solo il 29 per cento dei nostri connazionali vuole andare in vacanza in questo periodo. Il 39 per cento degli italiani preferisce settembre e il 31 per cento giugno. Un ribaltamento epocale se si considera che nel 2015 oltre l’80 per cento concentrava le ferie proprio in agosto.
È anche vero che oggi non siamo più nell’epoca in cui le grandi fabbriche italiane chiudevano i battenti per tutto questo mese. Fanno sorridere le immagini in bianco e nero con le famiglie a bordo di auto stracariche di bagagli. Il 31 luglio era tutto pronto e poi ci si incolonnava per ore, sotto il sole, con i finestrini abbassati per far entrare un filo d’aria, e si raggiungevano le mete della villeggiatura agognate tutto l’anno. Prima di lasciare la casa di città si posavano le lenzuola sui mobili e sui divani, per ripararli dalla polvere che si sarebbe accumulata; si svuotava il frigorifero; si sistemavano alla bell’e meglio le piante che non si potevano portare con sé. E poi si tornava, puntualmente il 31 agosto, facendo la trafila all’inverso. E trovando, al rientro, la casa caldissima, le candele piegate nei portacandela per le alte temperature, alcune piante sopravvissute a stento e altre che, invece, non ce l’avevano fatta.
I pochissimi costretti a rimanere in città dovevano pensare per tempo a procurarsi i viveri e a fare scorte di acqua, assicurandosi di avere tutto il necessario tra le mura domestiche, soprattutto nella settimana di Ferragosto, quando, anche nelle grandi metropoli, non si riusciva a trovare neppure un bar aperto.
Quando anche le aziende hanno iniziato a distribuire le ferie del personale lungo tutto l’anno, così da garantire la continuità della produzione, molti hanno comunque continuato a preferire le vacanze ad agosto.
Il cambio di tendenza è, invece, più recente. Abbandonata la tradizionale villeggiatura con la famiglia, i nonni, il cane e la boccia con il pesce rosso, gli italiani cercano relax e avventura. Aumentano le vacanze brevi, anche solo un fine settimana, le mete esotiche, il mordi e fuggi.
Anche il marketing ha giocato un ruolo decisivo: i viaggi di lusso hanno iniziato a essere offerti a prezzi più convenienti nei mesi di aprile, maggio e settembre, inducendo molte persone a scegliere le ferie fuori stagione per risparmiare. A ciò si aggiunge il bisogno di allentare la tensione di una routine lavorativa sempre più pressante. Tante brevi pause distribuite nel corso dell’anno, al posto del mese unico di ferie, stanno diventando un’abitudine ormai consolidata tra gli italiani.
Tra le mete estive, diminuiscono le preferenze per l’Italia. Anche chi possiede una seconda casa – un tempo simbolo del benessere conquistato negli anni del boom economico, oggi più spesso un investimento da destinare all’affitto turistico – tende a trascorrere le vacanze all’estero. Il turismo interno, infatti, ha mostrato un calo del 7 per cento nell’ultimo anno.
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di Antonio Dell’Anna


