La via Amerina

«La via Amerina», racconta monsignor Paolo Giulietti durante la trasmissione televisiva Un posto a tavola, in onda sul circuito Corallo, «è un cammino che attraversa la parte meridionale dell’Umbria, collegandola all’alto Lazio. Prende il nome dall’antica città di Ameria, l’attuale Amelia (Terni), costruita dai romani nel 240 a.C. su precedenti tracciati usati dai falisci e dagli umbri, che arrivavano fino all’Adriatico». Fu attraverso questa direttrice che i romani, a partire dal IV secolo a.C., iniziarono la loro espansione nella penisola italica.
Questa via venne percorsa anche dai primi martiri, che la utilizzarono per diffondere il cristianesimo sin dai tempi delle persecuzioni di Diocleziano. Tra questi, si ricordano Santa Illuminata e Santa Firmina di Amelia, entrambe uccise dai prefetti dell’imperatore.
«Il tragitto», specifica Giancarlo Guerrini, autore della guida Il cammino della luce – La via Amerina e gli itinerari francescani dell’Umbria meridionale (Edizioni Porziuncola), «è il tratto che va da Roma ad Amelia o da Amelia a Roma, un percorso antichissimo, ben organizzato per i pellegrinaggi». Dall’antica città di Veio alle porte della capitale, il cammino percorre sentieri che risalgono l’Antiappennino del Lazio, i Monti Cimini e Sabatini, raggiungendo l’antica città di Amelia e toccando, strada facendo, necropoli, catacombe e 23 paesi.
«Di solito si percorre la via partendo da Assisi e arrivando a Roma», continua Guerrini, «220 chilometri in tutto che si possono fare in otto giorni. Però l’idea originaria prevedeva di partire da Aquileia, non in contrapposizione, ma per “bilanciare” il cammino della via Francigena che si trova nelle regioni occidentali della penisola, cominciando in particolare dalla Francia e conducendo nel Sud Europa».
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di Lucilla Perrini


