L’insostenibile violenza dei bulli

Il 7 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Per contrastarli serve che gli adulti dialoghino con gli adolescenti, offrendo loro ascolto e sostegno.
Il bullismo, con le sue azioni violente e intimidatorie, colpisce da tempo molti bambini e ragazzi, specialmente in ambito scolastico. Con l’avvento della tecnologia, però, il fenomeno ha trovato un nuovo spazio per espandersi e proliferare, trasformandosi in cyberbullismo. Attraverso smartphone e social network, le vittime possono essere perseguitate in ogni momento e luogo, con messaggi, immagini, video offensivi che amplificano l’impatto emotivo e sociale delle molestie.
In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, la psicoterapeuta Emanuela Macca ci aiuta a comprendere le radici di questi fenomeni e le strategie per prevenirli e affrontarli. Il punto di partenza fondamentale resta la famiglia. «È essenziale partire dal presupposto che una corretta relazione con i figli deve iniziare quando questi ultimi sono piccoli», sostiene l’esperta. «La prevenzione si costruisce nel tempo attraverso una relazione genitoriale positiva, basata sul dialogo e sulla comunicazione. È importante che padri e madri spieghino in modo chiaro le conseguenze di determinati comportamenti e le motivazioni sottese a limiti e regole, adottando un approccio accogliente e affettuoso, senza mai tralasciare l’ascolto empatico».
Crescere in un ambiente che incoraggia il confronto rende i figli più inclini a cercare aiuto in caso di difficoltà. «La prevenzione inizia subito», sottolinea Macca, «e cresce con loro. Fin da quando i nostri figli sono piccoli possiamo porre le basi per creare un porto sicuro, al quale potranno sempre tornare, anche quando si troveranno a fronteggiare momenti difficili. La comunicazione evolve con l’età, con i preadolescenti e gli adolescenti il dialogo diventa più complesso, ma ancora più cruciale. È importante che i ragazzi sappiano di poter trovare ascolto e aiuto senza il timore di essere puniti o giudicati. Pensiamo, per esempio, al caso di una ragazza che condivide foto intime online e poi si trova vittima di sexting. Se i genitori reagiscono con disappunto o dure critiche, il rischio è che la figlia si chiuda ulteriormente in sé stessa. Invece, bisogna trasmettere un messaggio chiaro: “È successo, ed è grave, ma siamo qui per te e ti aiuteremo a trovare una soluzione”».
Essere presenti nella vita digitale dei figli è altrettanto fondamentale. Molti genitori, purtroppo, dichiarano di non sapere nulla dei social media o degli strumenti digitali che i ragazzi utilizzano quotidianamente. Questo, però, è un errore. «Non occorre essere esperti di Tik Tok o Snapchat, ma sapere cosa circola nel telefono dei propri figli è indispensabile», sottolinea la psicoterapeuta. «Ciò non significa seguire ogni trend, ma essere consapevoli delle piattaforme usate dai ragazzi, delle loro modalità di funzionamento e dei potenziali rischi. Da quando un figlio riceve il primo telefono, è necessario esplorare insieme il mondo online, discutere dei contenuti e stabilire regole condivise per un uso responsabile».
Il seguito sulla rivista.
di Marta Perrini


