La Chiesa è rinata

Zero segnalazioni di abusi, apertura al dialogo ecumenico, valorizzazione del ruolo delle donne, annuncio del Vangelo attraverso il digitale. Così il popolo di Dio cammina
unito nel segno del Concilio, senza lasciare indietro nessuno.
Il 2025 ha segnato la fine di un incubo per la Chiesa. Non solo non ci sono state segnalazioni di abusi, ma il modello di prevenzione e ascolto voluto da papa Francesco e adottato dai diversi episcopati nel mondo ha generato una tale fiducia da diventare punto di riferimento anche per chi aveva subito abusi in altri contesti. In Italia, per esempio, partendo dalle linee guida del 2019 che chiedevano Servizi regionali e diocesani con i centri di ascolto, si è riusciti a far emergere il fenomeno e a costruire un percorso di accompagnamento che rendesse gli ambienti ecclesiali luoghi sicuri in cui poter trovare ascolto anche per disagi provenienti da ambiti diversi. E così, sensibilizzando gli adulti a cogliere i segnali di pericolo nei vari ambienti, che fossero il campetto sportivo o la palestra, la scuola o l’oratorio, si è arrivati a predisporre una prevenzione che ha evitato molti traumi. Intanto, le vittime degli anni passati hanno trovato sostegno, risarcimenti materiali e morali.
Lo scandalo per cui il Pontefice ha chiesto più volte perdono, dichiarando apertamente che bisognava vergognarsi, ha imposto a tutta la Chiesa una revisione profonda, che ha riguardato quelli che Francesco ha chiamato «abusi di potere». Il modello di una «Chiesa povera per i poveri» è entrato nelle menti e nei cuori di chierici, vescovi, laici e laiche, religiosi e religiose. Una Chiesa inclusiva, che, facendo tesoro del dettato conciliare, proprio in questo 2025 che celebra i sessant’anni dalla chiusura del Vaticano II, ha finalmente rotto gli indugi mettendo gli ultimi al primo posto. Abbiamo visto le parrocchie aprirsi per ospitare senza tetto, famiglie in difficoltà, giovani studenti in cerca di un alloggio. Sacerdoti percorrere le strade di notte alla ricerca di chi si era perso in una dose o in un bicchiere di troppo. Oratori con le porte spalancate a tutte le ore per accogliere la sete di preghiera e di spiritualità di chi passava di lì. Confessori pieni di misericordia che hanno continuato a perdonare, perdonare, perdonare riportando la pace nei cuori feriti. Intanto i dieci gruppi istituiti dal Papa per approfondire alcune questioni teologiche e pastorali, che avevano dialogato con i padri e le madri sinodali, sono giunti alle conclusioni. Per quanto riguarda il ruolo delle donne, hanno suggerito di dare corso al diaconato femminile, prendendo spunto da quanto già accade in alcune diocesi latino-americane, Brasile in testa.
Il seguito sulla rivista.
di Annachiara Valle


