In Marocco tre donne sindaco

Sono state elette prime cittadine nelle città di Rabat, Marrakech e Casablanca. Una novità significativa in una nazione che sta compiendo i primi passi avanti in tema di diritti e parità di genere.

Largo alle donne nelle amministrazioni comunali del Marocco. Dopo le elezioni politiche dell’8 settembre scorso, per la prima volta nel Paese nordafricano le tre città principali, la capitale Rabat, Marrakech e Casablanca, hanno tre sindache. Asma Rhlalou, 42 anni, giornalista, ha conquistato la guida del Consiglio comunale di Rabat. A Marrakech è tornata Fatima-Zahra Mansouri, avvocato di 45 anni, che già nel 2009, a soli 33 anni, era stata eletta sindaca della città (prima volta per una donna), restando in carica fino al 2015. A Casablanca è stata, invece, eletta Nabila Rmili, 47 anni, medico e dal 2017 direttrice del dipartimento della salute della regione amministrativa di Casablanca-Settat. Una novità significativa in un Paese che, in fatto di diritti delle donne, negli ultimi anni ha finalmente compiuto dei passi avanti. Merito anche del nuovo Codice di famiglia entrato in vigore nel 2004, che ha stabilito la parità di diritti e doveri tra i coniugi e ha introdotto alcune riforme in favore delle donne, come l’innalzamento dell’età minima per sposarsi da 15 a 18 anni (anche se resta la possibilità per il giudice di autorizzare le nozze tra minori per comprovate motivazioni e dopo aver consultato i genitori o tutori). Nel 2018, inoltre, è stata introdotta una legge contro la violenza sulle donne (che esclude, però, le vittime sposate).

Il resto sulla rivista.

di Giulia Cerqueti

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