Il rapporto con le donne

Dimostrando una straordinaria modernità per l’epoca, il Santo dialogava con l’universo femminile in modo paritario.

«Le donne sono creature di Dio e hanno lo stesso diritto degli uomini di seguire Cristo». Basterebbe questa affermazione, contenuta in una lettera di
san Francesco, per comprendere il suo rapporto paritario con l’universo femminile, testimoniato da tanti episodi che oggi ci sembrerebbero ordinari, ma che non lo erano in epoca medioevale. Francesco era convinto dell’importanza del ruolo femminile nella Chiesa e nella società e pensava che le donne – non meno degli uomini – potessero essere testimoni dell’amore di Dio nel mondo. Molto si è scritto e si è indagato sul suo rapporto con santa Chiara, che chiamava la sua «pianticella», mentre per lei Francesco era «il nostro Padre», ma diverse furono le donne con le quali ebbe incontri, dialoghi, relazioni epistolari. «Tu sei mia sorella e mia figlia in Cristo Gesù», scrisse in una lettera riportata dalle Fonti francescane.
Fu un grande sostenitore delle donne che desideravano vivere una vita religiosa, incoraggiandole a seguire il suo esempio e a fondare nuovi ordini. Ebbe un ruolo nella conversione di molte donne, anche laiche. È il caso di Margherita da Cortona, pentita e desiderosa di cambiare vita, che trovò in Francesco una guida. O di sant’Agnese, che si consegnò per sempre al servizio divino. «Il beato Francesco di sua mano le tagliò i capelli e, insieme con la sorella, l’ammaestrò nella via del Signore». (FF. 3206). Madre di tutti i credenti era per lui la Vergine Maria, per la quale nutriva una grande devozione e alla quale si rivolgeva come «la mia signora». Tra le figure femminili a lui più vicine, Giacoma Frangipane de’ Settesoli, che conobbe Francesco quando lui si recò a Roma nel 1210. Lo aiutò a trovare alloggio presso i Benedettini di Ripa Grande e ad avere udienza da papa Innocenzo III. Da lei ispirato, Francesco fondò nel 1221 l’ordine dei Fratelli e Sorelle della Penitenza o Terzo Ordine, dedicato ai laici che desideravano condurre una vita cristiana di stile francescano. Le spoglie di Giacoma riposano nella cripta della basilica di san Francesco davanti alle tombe del santo e dei suoi compagni. Era chiamata Frate Jacopa, davanti alle tombe del santo e dei suoi compagni. Era chiamata Frate Jacopa, un appellativo che denota parità e insieme un modo per aggirare la Regola che non consentiva ai frati di ammettere le donne nei loro luoghi di residenza e nei conventi.

Il seguito sulla rivista.

di Vania De Luca

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