A caccia di funghi

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Con l’arrivo dell’autunno ricomincia la stagione dei funghi, con le prime passeggiate nel bosco di migliaia di appassionati. C’è chi affronta lunghi cammini con l’obiettivo di riempire il cestino e chi si limita, invece, a deviare dal sentiero durante un’escursione, lasciandosi tentare dall’occasione. Ecco alcuni dei luoghi più rinomati dove trovare queste delizie.
Si parte dalla Valle d’Aosta, dove i boschi di La Thuile sono ricchi di porcini e finferli, mentre le zone intorno alle cascate del Rutor regalano una bella camminata lungo la mulattiera che si addentra tra le conifere. Qui la raccolta giornaliera consentita è di un chilo a persona.
In Lombardia le zone migliori sono la Val Brembana, l’Alta Brianza e la Valtellina, oltre alle valli bresciane: Valle Camonica, Val Trompia e Val Sabbia. Nell’Oltrepò pavese la raccolta non è libera e richiede un’autorizzazione rilasciata dai Comuni della zona. Il limite massimo è tre chilogrammi a persona al giorno.
Anche la Liguria nasconde boschi e valli ricchissimi di funghi. Vicino a Genova si segnala Bargagli, un paese poco conosciuto, mentre il luogo più celebre per i porcini è Sassello, in provincia di Savona, un vero punto di riferimento per i fungaioli liguri.
L’Emilia Romagna, con le sue valli appenniniche, è uno dei paradisi della raccolta: la Val di Taro vanta addirittura un fungo Igp, quello di Borgotaro, il cui marchio è stato ottenuto nel 1993. Le valli parmensi (Val Baganza, Val Trebbia, Val Nure e Val Ceno) danno vita, invece, alla Strada del fungo porcino. Il regolamento regionale vieta di superare i tre chili complessivi.

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di Lucilla Perrini

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