«Il segno della croce, e ho votato»

Anna Venturini aveva 23 anni nel 1946 quando votò per la prima volta. Prima ancora, da partigiana, aveva fatto la staffetta. Una storia di coraggio e di democrazia conquistata.

Anna Venturini ha 103 anni e quando parla i suoi occhi diventano vivi. Ne aveva diciotto quando la guerra era cominciata, ventitré quando l’Italia aveva scelto la Repubblica e, per la prima volta nella storia, anche le donne erano state chiamate alle urne.
Anna era stata assunta in Comune, a Cedegolo, un paese in Valle Camonica, in provincia di Brescia.
Quando arrivò il 1946 e si trattò di organizzare le prime elezioni con il suffragio universale lei era in prima fila. «Ho preparato le prime liste elettorali», racconta con una punta d’orgoglio. «Sono stata una settimana in tribunale a controllare tutti gli elettori, a verificare se avevano commesso reati o avuto denunce, perché altrimenti non potevano votare. Ho fatto tutti i certificati penali per tutta la provincia. E non ho fatto un errore».
Votare, ricorda, «è stata un’emozione. Ho pensato subito: anche le donne possono dire il loro parere, esprimere le loro necessità, lottare per i loro diritti. Una volta, gli uomini si alzavano da tavola senza rimettere a posto né la sedia né il tovagliolo, erano serviti e riveriti dalle donne. Donne che non avevano la possibilità di scegliere e dovevano stare in silenzio. Il voto è stata una vera rivoluzione».
E in cabina, «quando ho preso in mano la matita, tremavo tutta. Mi sono fatta il segno della croce per non sbagliare, e ho votato De Gasperi. Sì, è stato emozionante. Anche mia mamma aveva votato, tutte avevamo votato, tutte per la democrazia».
Il voto, spiega, «era anche un atto di ribellione verso mio padre, che non mi aveva perdonato di aver fatto la staffetta partigiana. Gli amici della mia età erano stati chiamati in guerra, ma nessuno si era presentato: erano andati tutti in montagna a organizzare la Resistenza contro il nazifascismo e io sentivo il dovere di aiutarli».

Il seguito sulla rivista.

di Lucilla Perrini

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