Sulle strade del vino in alto i calici

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Un percorso in Trentino e Alto Adige per degustare il meglio della produzione enologica locale. Tra cantine e prodotti tipici, tanti assaggi per intenditori e non solo.

È maggio. La primavera è un’esplosione di colori, profumi e assaggi. I borghi montani si rianimano, le campagne sono una tavolozza di tonalità pastello. Questo è davvero il mese migliore per chi volesse mettersi in viaggio, pronto all’incontro, alla relazione con l’ambiente e con la natura circostante. Pronto, soprattutto, a non lasciare nulla di intentato affinché il desiderio di conoscere cammini insieme a quello di degustare.
La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino è uno di quei percorsi da non lasciarsi sfuggire, specie nel periodo in cui il vino – che, ricordiamo, nel nostro Paese, oltre a essere un prodotto che genera fatturato e lavoro, è anche uno straordinario volàno dell’industria culturale ed enogastronomica – dà il meglio di sé attraverso la manifestazione Cantine aperte, quando le porte si spalancano, durante i weekend, al pubblico.
Qui siamo in una terra di vigneti, che annovera, da sempre, straordinari bianchi e anche qualche buon rosso, che fanno la fortuna di imprenditori e turisti.
La Strada è un tracciato ideale – come spiega bene il sito tastetrentino.it –, «una raccolta di prodotti di eccellenza, un mondo di piaceri per il palato. Un luogo in cui si trovano paesaggi assai diversi nell’arco di pochi chilometri, dalle acque del Lago di Garda alle viti della Piana Rotaliana, dalle cime dolomitiche di Madonna di Campiglio alla distesa della Valsugana, dalle strade rinascimentali di Trento alle piazze storiche di Rovereto. In quest’affascinante territorio, che passa da un ambiente mediterraneo a uno tipicamente alpino, si possono apprezzare, oltre a stuzzicanti produzioni gastronomiche, le eccellenze dell’enologia locale. I prodotti da scoprire spaziano dal vino ai formaggi, dai salumi alle trote, dalla frutta agli ortaggi, passando per l’olio».
Procedere lungo questi tragitti significa, infatti, gustare, oltre a un buon calice, pure altro. Un tuffo tra i sapori di montagna. Pensando ai formaggi di malga, alla grappa invecchiata e ai piatti della cucina tradizionale, si capisce perché un viaggio in queste zone valga la pena farlo.
Un viaggio anche per ritrovare sé stessi. Il vino aiuta, soprattutto quello da meditazione. E allora avanzare placidamente con l’automobile lungo le Dolomiti di Brenta, tra i vigneti della Valle dell’Adige o vista lago sugli specchi della Valsugana o della Val di Ledro, oppure ancora in Valle di Cembra, Val Rendena, Valli Giudicarie, Valle dei Laghi, Valle dell’Adige è qualcosa in più, che regala l’atmosfera campagnola e montanara delle valli trentine.
Anche l’Alto Adige ha la sua Strada del Vino. Un itinerario di 150 chilometri attraverso sedici Comuni, che parte da Nalles, vicino a Bolzano, per concludersi a Salorno, al confine con il Trentino. «Sul percorso, ricco di vigneti», scrive il sito suedtiroler-weinstrasse.it, «si incontrano oltre settanta cantine dove degustare i vini del territorio, come lo Schiava, il Gewürztraminer e il Lagrein, magari insieme alla tipica merenda tirolese a base di pane di segale, speck e formaggi. Durante l’anno si organizzano eventi, wine safari e visite guidate e, a Caldaro, c’è anche il Museo del vino».
Per organizzare la vacanza in modo eccellente occorre, però, conoscere da vicino i vini che si andranno a degustare. Ne proponiamo alcuni, tra i più famosi delle due regioni.

Il seguito sulla rivista.

di Gianni Di Santo

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