Un anno senza Francesco e intanto il mondo…

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«Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo». L’ultimo messaggio Urbi et Orbi di papa Francesco, nella Pasqua dello scorso anno, con quella sua benedizione data con un filo di voce appena poche ore prima che la morte, all’alba del Lunedì dell’Angelo, lo ricongiungesse al Padre, resta l’eredità più preziosa cui i cristiani devono tener fede. Dopo un anno da quel 21 aprile 2025, quando il mondo fu raggiunto dalla notizia del decesso del Pontefice, le sue parole suonano quanto mai attuali. Faceva appello, papa Francesco, «a tutti quanti nel mondo hanno responsabilità politiche a non cedere alla logica della paura che chiude, ma a usare le risorse a disposizione per aiutare i bisognosi, combattere la fame e favorire iniziative che promuovano lo sviluppo. Sono queste le “armi” della pace: quelle che costruiscono il futuro, invece di seminare morte!». E ancora, recitava quel messaggio, «davanti alla crudeltà di conflitti che coinvolgono civili inermi, attaccano scuole e ospedali e operatori umanitari, non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti bersagli, ma persone con un’anima e una dignità».

Il seguito silla rivista.

di Annachiara Valle

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