I nuovi padroni del nuovo mondo?

Da un lato Donald Trump, dall’altro Vladimir Putin, che vogliono imporre un ordine basato sul potere. In mezzo l’Europa,
chiamata a resistere prima che il caos diventi irreversibile.
Un mondo a pezzi. Le strategie di Washington e Mosca, guidate dalle visioni nazionaliste di Donald Trump e Vladimir Putin, stanno smantellando sistematicamente il diritto internazionale e quello umanitario, mettendo in crisi la diplomazia, mandando in frantumi le alleanze stabilite dopo la Seconda guerra mondiale. Il 2025 si era concluso con il bombardamento della Nigeria da parte degli Stati Uniti per difendere, secondo quanto spiegato dal presidente statunitense, i cristiani perseguitati: nel Paese, in realtà, oltre ai cristiani sono perseguitati anche i musulmani moderati e, più che di una guerra di religione, si tratta di conflitti tra agricoltori e allevatori per l’accaparramento dei territori, di scontri tribali ed etnici. Il 2026, invece, si è aperto con la cattura militare del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti e il rinnovato interesse dell’amministrazione Trump per l’annessione della Groenlandia, un territorio autonomo danese che «ci prenderemo anche con la forza», ha detto senza mezzi termini il presidente americano. Trump sembra intenzionato a intervenire, con le armi, dove più gli piace, commentando ogni volta – lo aveva fatto anche in occasione dell’attacco all’Iran – le «azioni spettacolari» che può seguire in diretta come si trattasse di un videogioco. Poco importa quanti morti restano sul terreno, quanto siano destabilizzanti le sue azioni, quanto operi al di sopra della legge. Il Congresso sta provando a fermarlo anche con l’appoggio di alcuni repubblicani. Ma il presidente fa spallucce e si limita a dire che chi è contro di lui «non sarà più rieletto». Le scorribande trumpiane, lungi dall’essere eventi scollegati, sono invece causa e sintomi visibili di una trasformazione profonda dell’ordine internazionale. Sono un attacco alla democrazia, tanto quanto l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e la feroce vendetta di Netanyahu contro Gaza unita alla decisione di autorizzare nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania.
Il seguito sulla rivista.
di Annachiara Valle


