Milano-Cortina che spettacolo

La cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali sarà un evento globale, seguito da miliardi di persone, con San Siro al centro della scena. La regia è affidata a Marco Balich, maestro di grandi manifestazioni internazionali. Attesi ospiti illustri.
Il conto alla rovescia volge al termine. L’appuntamento è per venerdì 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione ufficiale dei XXV Giochi olimpici invernali. Gli occhi del mondo saranno puntati sul nostro Paese in occasione di un avvenimento sportivo davvero capace di calamitare attenzioni e buone intenzioni. La cerimonia di apertura di Milano Cortina si svolgerà di sera, in diretta mondovisione, nel maestoso scenario dello stadio San Siro (al canto del cigno prima della demolizione e ricostruzione voluta dalle società di Inter e Milan, nuove proprietarie della struttura). Sono previsti 80mila testimoni privilegiati sugli spalti e oltre due miliardi di telespettatori tra i cinque continenti. Se, come noi, sarete tra coloro che guarderanno le immagini da casa non abbiate rimpianti. Prima di tutto perché un posto nella piccionaia del terzo anello, da dove le persone si vedono piccole come pupazzetti del Subbuteo, costa 267 euro, mentre i posti migliori hanno prezzi che salgono vertiginosamente, fino ai due o tremila euro delle poltronissime di prima fila in tribuna. Per carità, niente sedili vuoti: aziende e sponsor hanno fatto man bassa di tagliandi e non mancheranno i ricconi che atterreranno col jet privato, all’ultimo momento, per assistere a questa “vetrina” internazionale. Non si tratta, però, di cifre alla portata dei normali portafogli. In più c’è da dire che la visuale migliore di una cerimonia, che si annuncia sontuosa e spettacolare, sarà comunque quella offerta dalle telecamere della Rai piazzate nello stadio. Perché se è vero che il clou di un’Olimpiade sono le gare, è altresì vero che tutto il contorno della manifestazione fa parte dello spettacolo. Di una determinata edizione si rammenta, in primis, la cerimonia ufficiale di apertura. Non per nulla, di quelle viste negli ultimi decenni, si ricorda come la più lunga, brutta e sgangherata quella andata in scena nel 2024 a Parigi. Mentre ancora fanno brillare gli occhi di meraviglia gli spettacoli inaugurali delle Olimpiadi estive di Pechino (anno 2008, direttore il regista Zhang Yimou), di Londra (anno 2012, con Daniel Craig-James Bond in duetto con la regina Elisabetta II sotto lo sguardo del regista Danny Boyle) e quelle invernali di Sochi (2014). Gran maestro di quest’ultima manifestazione è stato l’italiano Marco Balich, incaricato dalle autorità russe di un allestimento che celebrasse la cultura e la storia del loro Paese. Cosa riuscita alla grande. Balich, d’altronde, è considerato l’artigiano per eccellenza di questi grandiosi show visti in tutto il mondo. Se gli chiedete che cosa faccia, lui risponde: «Spettacoloni».
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di Maurizio Turrioni


