Il nuovo anno tra arte, cultura e storia

Gli anniversari sono un’occasione preziosa per guardare al passato con rispetto e curiosità: non solo momenti di commemorazione, ma un invito a riflettere sull’impatto che grandi personaggi e importanti eventi hanno avuto sulla nostra società. Celebrarli significa anche riscoprire fonti di ispirazione, nel segno della consapevolezza e della creatività.
Arte
Il 2026 attraversa la storia dell’arte disegnando un percorso che unisce maestri che hanno avuto un grande impatto sul nostro modo di guardare il mondo.
L’11 gennaio si ricordano i 60 anni dalla morte di Alberto Giacometti, lo scultore che ha trasformato figure umane in presenze essenziali: le sue silhouette filiformi, tese come se lottassero contro il vuoto, sono il simbolo del Novecento più fragile e filosofico. Poco più di un mese dopo, il 19 febbraio, si celebra Constantin Brâncusi, nato 150 anni fa. Con lui la scultura diventa un viaggio verso la forma pura, verso ciò che è nascosto dentro la materia. L’anno prosegue con il centenario della morte di Antoni Gaudí, il 10 giugno. Le sue architetture, curve e viventi, sembrano crescere come piante, respirare come organismi: la Sagrada Família rimane una delle imprese artistiche più visionarie di sempre.
L’11 agosto ricorrono i 70 anni dalla morte di Jackson Pollock, il pittore che ha trasformato il gesto in pittura e la pittura in gesto. Con i suoi dripping, l’opera non è più una finestra, ma un campo d’energia, un evento irripetibile. Pochi giorni dopo, il 27 agosto, si fa un balzo di quattro secoli per ricordare i 450 anni dalla morte di Tiziano Vecellio, maestro del colore veneziano, che ha portato la pittura verso una libertà nuova, basata sulla luce, sulla materia della pennellata, sulla vibrazione emotiva.
E ancora, l’8 novembre sono i 50 anni dalla morte di Man Ray, l’artista che ha trasformato la fotografia in poesia surrealista. Con i suoi rayographs, cioè fotogrammi ottenuti senza macchina fotografica, ha creato un linguaggio iconico che ancora oggi definisce l’avanguardia come gioco, provocazione e libertà.
Il 18 novembre non si celebra un artista, ma un luogo sacro dell’arte: i 400 anni dalla consacrazione della Basilica di San Pietro. Capolavoro che passa attraverso le mani di Bramante, Michelangelo, Bernini, è il cuore del Barocco e uno dei monumenti che più hanno plasmato l’immaginario europeo.
Il 5 dicembre si ricorda il centenario della morte di Claude Monet, maestro dell’Impressionismo, il pittore che ha insegnato a vedere le cose come mutamenti continui di luce. Le sue Ninfee sono forse il primo passo verso l’astrazione del Novecento.
Il 22 dicembre l’anno si chiude con i 150 anni dalla nascita di Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo. Figura controversa e incontenibile, ha scosso la cultura italiana, creando un’arte impastata di velocità, modernità, rumore, città, macchine.
Il seguito sulla rivista.
d Lucilla perrini


