Presepi d’Italia tra arte e devozione

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Dalle Cinque Terre a Matera, la Natività attraversa la nostra penisola in un tripudio di luci suggestive. Allestimenti che raccontano una tradizione, che fanno bene allo spirito e valgono il viaggio.

L’Italia è il Paese dei presepi. La tradizione popolare incontra l’arte e l’arte si accompagna alla tradizione popolare, in un tripudio di immagini suggestive. In ogni regione, in ogni provincia, in ogni borgo sopravvivono usanze che rendono unica la realizzazione della Natività. Molti sanno che la prima raffigurazione della nascita di Gesù Bambino fu realizzata da san Francesco nel Natale del 1223 a Greccio, in provincia di Rieti. Il poverello di Assisi, quell’anno, si fermò nella valle del Reatino: pare che le grotte esistenti gli ricordassero l’esperienza vissuta in Terra Santa, in particolare la visita a Betlemme. Così, il 25 dicembre, il santo inaugurò una consuetudine che sarebbe arrivata a noi.
Papa Francesco, nella lettera apostolica Admirabile signum, scrive: «San Francesco, con la semplicità di quel segno, realizzò una grande opera di evangelizzazione. Il suo insegnamento è penetrato nel cuore dei cristiani e permane fino ai nostri giorni come una genuina forma per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicità. D’altronde, il luogo stesso in cui si realizzò il primo presepe esprime e suscita questi sentimenti […] diventa un rifugio per l’anima che si nasconde sulla roccia per lasciarsi avvolgere nel silenzio».
In quest’anno in cui armi e bombe infrangono in più parti del mondo la parola pace, è bene tornare allo spirito dei presepi. Ve ne consigliamo alcuni che valgono il viaggio.


A Roma, in piazza San Pietro
La mostra internazionale 100 Presepi in Vaticano, inaugurata lo scorso anno in vista del Giubileo della speranza, torna anche quest’anno sotto il Colonnato del Bernini, in piazza San Pietro, dall’8 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026. Saranno esposte oltre 120 rappresentazioni della Natività di grande prestigio: creazioni meccanizzate, sculture in legno e stoffa, opere realizzate da scuole ed enti. Le installazioni provengono da numerosi Paesi europei e da diverse aree del mondo, tra cui Stati Uniti, Costa Rica, Venezuela, Brasile, Mali, Giappone, Filippine, Taiwan, Paraguay.
Ogni lavoro esprime l’ispirazione e la fantasia degli autori attraverso l’uso di diversi materiali, come carta giapponese, seta, resina, polistirolo, lana, fibra di cocco e di banana, vetro. Tra le opere esposte, spicca la Barca del Giubileo, realizzata dagli artisti dell’associazione Città dei Presepi di Firenze, che riprende la simbologia del logo giubilare.

Alle Cinque Terre
Sui pendii della collina di Tre Croci, a Manarola (La Spezia), si trova il presepe luminoso più grande del mondo: quasi 300 figure, tra pastori, contadini, angeli, re magi, pescatori, realizzate con materiali riciclati e illuminate da circa 15 mila luci alimentate da generatori fotovoltaici. L’installazione, che occupa 4 mila metri quadrati di terreno a picco sul mare ed è servita da sette chilometri di cavi elettrici, fu ideata e costruita da Mario Andreoli. Dopo la sua morte, avvenuta nel dicembre 2022, la tradizione si rinnova ogni anno in suo ricordo e il presepe continua a illuminare i cuori dei visitatori. L’allestimento sarà visitabile dall’8 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026: l’accensione, verso le 17.30, è accompagnata da uno spettacolo di luci, fuochi d’artificio e dal mercato natalizio.

Il seguito sulla rivista.

di Gianni Di Santo

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