Tesori d’Egitto

Foto © ph. Monkeys Video Lab

Pochi giorni prima dell’apertura al Cairo del Grand egyptian museum (Gem), il colossale spazio espositivo di 500mila metri quadrati dedicato alla civiltà egizia, anche le Scuderie del Quirinale di Roma hanno reso omaggio alla magnificenza dei sovrani del Nilo con Tesori dei faraoni, mostra che riunisce 130 capolavori provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali presentati per la prima volta fuori dall’Egitto. Curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo del Cairo, l’iniziativa è prodotta da Arte, lavoro e servizi (Ales) del ministero della Cultura con Mondo Mostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt.
Il percorso si apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità: furono proprio i faraoni a introdurre i primi sistemi per l’estrazione del prezioso metallo già intorno al 3.200 avanti Cristo. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II; la Collana delle mosche d’oro (tre mosche in oro massiccio), onorificenza militare per il valore in battaglia; il collare di Psusennes I (sette fili con oltre 6mila dischetti d’oro) introducono alle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto nel complesso di tombe reali sotterranee di Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe, gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.

Il seguito sulla rivista.

di Roberto Zichittella

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