Sulle tracce di Babbo Natale

Voce profonda, stazza imponente e barba candida: così immaginiamo Babbo Natale. Ma dietro l’omone vestito di rosso c’è una storia antica, fatta di fede, leggenda e spirito di condivisione.
Tutto inizia con san Nicola di Myra (270-343 d.C.), vescovo dell’antica Licia, oggi Turchia, che di nascosto lasciava sacchi di monete ai poveri e salvava i marinai dalle tempeste. La sua bontà divenne racconto e poi mito. Fu lui a ispirare, nei secoli, la figura di Babbo Natale, che nei Paesi del Nord Europa prese il nome di Sinterklaas e che, approdando in America, divenne il sorridente Santa Claus che oggi conosciamo.
Con il tempo, la leggenda ha trovato casa in un luogo reale, immerso nella neve e nella luce nordiche. A Rovaniemi, nella Lapponia finlandese, appena sotto il Polo Nord, sorge il suo celebre villaggio, dove la fantasia prende forma e dove, ogni giorno dell’anno, accorrono visitatori da tutto il mondo per incontrarlo di persona.
La linea del circolo polare artico è tracciata da una fila di colonne rosse e attraversarla diventa un rito: un passo simbolico oltre i confini del quotidiano, nel regno dell’incanto.
Gli elfi, i fedeli aiutanti di Babbo Natale, accompagnano i visitatori in un percorso fatto di luci, renne che scorrazzano indisturbate, botteghe natalizie. Si arriva poi all’ufficio postale, dove ogni anno arrivano centinaia di migliaia di lettere indirizzate a Babbo Natale, scritte da bambini e adulti di ogni continente.
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di Lucilla Perrini


