La fatica della pace sulle orme dei santi

Foto Getty Images

Ricominciamo l’anno, dopo la pausa estiva, senza davvero esserci riposati. Non solo perché le ferie sono ormai “mordi e fuggi” e il lungo periodo in cui si prendeva un altro ritmo, lontano dalla quotidianità, è un ricordo lontano. Ma anche perché la mente non può staccarsi dalle tragedie del mondo che ci riguardano sempre di più e che continuano a parlarci dagli schermi delle tv o dei cellulari.
Non sappiamo, nel momento in cui andiamo in stampa, cosa succederà nella Striscia di Gaza o in Ucraina. Sappiamo, però, che le guerre non saranno sparite dalla faccia della terra mentre il solleone bruciava i bagnanti. Sappiamo che la fame, la povertà, i cataclismi, la violenza incatenano ancora la vita di molti. E che sollevare la testa è difficile, se non impossibile. Eppure si continua a sperare e a dialogare. A cercare strade percorribili per ribaltare i pronostici di morte. Perché nell’umanità c’è sempre quel bene che fa combtte contro il male, quella voglia di riscatto e di giustizia che non si arrende nemmeno davanti all’odio più cieco.
Per chi crede si chiama fede.

Il seguito sulla rivista.

di Annachiara Valle

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