I nuovi padri

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Ci tengono a essere presenti nella vita dei figli, a cominciare dai primi giorni dopo il parto. Per questo ci vorrebbero congedi di paternità più estesi, come già accade negli altri Paesi europei.

Il congedo di paternità dovrebbe essere più lungo ed essere obbligatorio. Almeno i primi quaranta giorni, perché la madre ha bisogno di aiuto e lasciarla sola è un crimine», sostiene Eleonora, mentre Lucia conferma: «Dieci giorni di congedo paterno sono troppo pochi, sia perché la mamma ha bisogno di supporto sia perché è giusto che anche il papà si goda il proprio figlio». Paola, invece, sottolinea: «È fondamentale la contemporaneità del congedo, perché non nasce solo un figlio, ma una nuova famiglia».
Mamme, queste, che hanno appena partorito e che chiedono di essere aiutate, anche riconoscendo l’importanza del ruolo del padre: non accessorio né sostitutivo, ma ricco di benefici. Infatti, molti studi autorevoli hanno messo in evidenza le conseguenze positive della presenza dei papà durante i primi mille giorni di vita del bambino: una riduzione della violenza familiare e del maltrattamento, il cui rapido aumento è confermato dalla recentissima indagine promossa dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza; una riduzione dei comportamenti violenti negli adolescenti maschi; migliori risultati scolastici. Basterebbe questo per rendere non solo auspicabile, ma doveroso, un impegno di tutti i settori della società, a partire dal Parlamento e dalle amministrazioni locali, per favorire il coinvolgimento precoce dei padri nella gestione di figli e figlie.
Un coinvolgimento che, tra l’altro, è auspicato dai papà italiani. Per concretizzarlo, occorrerebbe dare priorità a un congedo di paternità molto più esteso e ben retribuito. In proposito, siamo il fanalino di coda in Europa, dopo Paesi a noi affini, come Spagna e Portogallo. Lo ha appena confermato il rapporto State of Southern European Fathers, una ricerca condotta, appunto, da Equimundo in Portogallo, Spagna, Italia nell’ambito del progetto europeo Engaging Men in Nurturing Care, coordinato dall’International Step by Step Association e promosso nella nostra penisola dal Centro per la salute delle bambine e dei bambini onlus.
L’indagine ha cercato di dare risposta a domande fondamentali su paternità e assistenza nell’Europa meridionale attraverso la somministrazione, tra settembre e ottobre 2024, di un questionario a 1.520 genitori con figli nei tre Paesi, metà donne e metà uomini, la maggioranza con un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, sposata o convivente, con un’età media al primo parto di 32 anni per gli uomini e 29 per le donne. In Italia hanno risposto 240 uomini e 269 donne, di tutte le regioni.

Il seguito sulla rivista.

di Fabiana Martini

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