Omaggio agli Uffizi

Nel 1737 l’ultima discendente dei Medici, Anna Maria Luisa, certificò la fine della gloriosa dinastia, sei anni prima della sua morte avvenuta nel 1743, destinando lo sterminato giacimento di opere a Firenze «per ornamento dello Stato». Alcuni anni dopo, il 24 giugno del 1769, nel giorno della festa del santo patrono fiorentino, san Giovanni, Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, consentì ai cittadini di visitare la raccolta. Nasceva così il primo grande museo moderno europeo, gli Uffizi.
È, quindi, enorme il debito di questi ultimi nei confronti del secolo dei Lumi, che viene celebrato con la mostra Firenze e l’Europa. Arti del Settecento agli Uffizi, a Firenze fino al 28 novembre 2025. Qui sono presentate circa 150 opere: dipinti, sculture, mobili, porcellane, stampe e un grande arazzo. Molte di queste sono esposte per la prima volta in Galleria, altre non più visibili da oltre dieci anni a causa dei lavori di ampliamento della struttura.
«L’esposizione», afferma Simone Verde, direttore delle Gallerie, «ha lo scopo di ripercorrere, attraverso la sua cultura estetica, un secolo estremamente sfaccettato, intrecciando la narrazione del contesto alla gestazione del museo. Un racconto complesso, costruito con pazienza e dedizione».
Il percorso espositivo, curato, oltre che da Verde, dalla responsabile della pittura del Settecento Alessandra Griffo, inizia con la produzione artistica al tempo degli ultimi Medici, nei primi decenni del Settecento, nei quali la religiosità svolge ancora un ruolo preponderante nella società. Si ammirano opere di maestri come lo scultore fiorentino Giovan Battista Foggini e il pittore bellunese Sebastiano Ricci.
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di Roberto Zichittella


