Un mare da salvare

Il Mediterraneo è un gioiello di biodiversità e cultura, culla di civiltà antiche e preziosa risorsa per milioni di persone.
Anche se rappresenta solo l’1 per cento della superficie marina mondiale, ospita oltre 17 mila specie marine, cioè l’8 per cento di quelle presenti sul Pianeta. Il 35 per cento sono endemiche, cioè sono originarie solo di quest’area.
Inoltre, si concentra qui un quarto del traffico globale marino, che supporta un’economia florida fatta di pesca, turismo e commercio.
Tuttavia, questa ricchezza è sempre più sotto assedio. Il mare nostrum è oggi un ecosistema fragile, assediato anzitutto dall’inquinamento. Basti pensare che ogni giorno circa 730 tonnellate di plastica finiscono nelle sue acque, cioè il 7 per cento di quella rilevata in tutti i mari e gli oceani del mondo.
Non solo. Il bacino è minacciato anche da pesca distruttiva, ancoraggi di barche, cambiamenti climatici e conseguente perdita di biodiversità.
Questo mare si riscalda a una velocità venti volte superiore rispetto a quella degli oceani, alterando gli equilibri marini, favorendo l’arrivo di specie aliene invasive (la più conosciuta, ma non certo l’unica, è il granchio blu) e mettendo in crisi quelle autoctone.
Nonostante esistano oltre mille aree marine protette, solo una minima parte è veramente tutelata.
Il seguito sulla rivista.
di Lucilla Perrini


