Il divo che fa sognare

Foto AGF

Brad Pitt, attore hollywoodiano icona di bellezza, è ora nelle sale con F1. Il nuovo film affianca a vette di spettacolarità riflessioni sull’importanza dell’amicizia e del lavoro di squadra.

L’età anagrafica sarebbe impietosa: ha compiuto 61 anni lo scorso 18 dicembre. Insomma, è nella terza età (anche se oggi, per fortuna, se ne è aggiunta statisticamente una quarta). Ma l’umana natura, a volte, compie miracoli. Che mettono addosso ottimismo, come se quel volto giovane e malandrino, senza dover ricorrere a trucchi e bisturi, possa essere d’incoraggiamento per ciascuno di noi. È questo l’effetto che fa incontrare Brad Pitt: solare, bello, simpatico proprio come era trent’anni fa, quando lo intervistammo reduce dal suo primo successo internazionale, quel personaggio di ladro e gigolò che adesca Geena Davis e Susan Sarandon in Thelma & Louise di Ridley Scott. Se c’è uno che sembra poter esorcizzare lo scorrere del tempo, quello è proprio lui. Così come faceva il suo personaggio, l’immortale Louis, in Intervista col vampiro oppure il protagonista dell’altro suo film di successo, Il curioso caso di Benjamin Button, in cui nasceva acciaccato e rugoso per poi ringiovanire fino alla morte.
Incontrare Pitt è un’iniezione di energia positiva malgrado o, forse, proprio in virtù di una lunga carriera (una cinquantina di film, tra cui successi mondiali come Seven, Fight club, L’esercito delle 12 scimmie, Sette anni in Tibet, Spy game, Ocean’s eleven, Bastardi senza gloria, impreziositi dall’Oscar vinto con Quentin Tarantino per C’era una volta a… Hollywood) e di una vita sentimentale non meno intensa (due matrimoni finiti in divorzio, prima con Jennifer Aniston e poi con Angelina Jolie, più sei figli, tre dei quali naturali e tre adottati). Sarà pur vero che Brad è l’uomo che non deve chiedere mai, ma certo lui ci ha messo parecchio del suo per forgiarsi la fama di bello e impossibile. Disilluso? Amareggiato? Stanco? Quando mai. Anzi, reduce dall’impegnativo set di F1, il nuovo scatenato film di Joseph Kosinski in uscita in questi giorni nelle sale di tutto il mondo, dice sorridendo: «Ci siamo divertiti tantissimo, è il momento più bello della mia carriera. E anche della mia vita».
Tante le pellicole girate in passato sull’aspro mondo della Formula 1 (dal vecchio Grand Prix con James Garner al recente Rush, con Daniel Bruhl nei panni di Niki Lauda e Chris Hemsworth in quelli di James Hunt), ma nessuna ha mai raggiunto tali vette di spettacolarità e adrenalina. Odori di benzina, di olio bruciato, di freni al carbonio polverizzati, di pneumatici surriscaldati e di sudore, perché sotto ai caschi integrali multicolore ci sono pur sempre degli uomini. Che si tratti di giovani o di piloti sul viale del tramonto. «Nel film sono Sonny, un ex ragazzo che ha corso e vinto negli anni Novanta. Ma che poi ha dovuto smettere a causa di un terribile incidente e di un po’ di grane», racconta Pitt con occhi che ammiccano. «Uscito dal giro della Formula 1, gareggio in altre discipline. Finché al mio amico Ruben, impersonato da Javier Bardem, viene in mente di chiamarmi. È il proprietario della squadra Apxgp, ultima in classifica: le sue monoposto occupano i posti in fondo alla griglia e non hanno mai segnato un punto.

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di Maurizio Turrioni

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