Continuare a dialogare nonostante tutto

Non è utopistico continuare a credere nella forza del dialogo. Anche quando tutto sembra precipitare, quando il diritto sembra impotente e le armi sono in azione, quando la ragione sembra essere stata smarrita. Sperare contro ogni speranza non è solo una virtù cristiana, ma un bisogno umano. Quello di continuare a credere che non tutto è perduto e che, anche tra le macerie, è ancora possibile salvare la dignità umana, i sogni dei più piccoli, i progetti per un avvenire diverso. Non è facile di fronte ai corpi straziati dei bambini di Gaza, ai video delle uccisioni del 7 ottobre a opera di Hamas, alle palazzine in fiamme in Ucraina, agli orrori degli stermini in Nigeria, alle dichiarazioni di Netanyahu che ormai, nell’uso spregiudicato delle armi, non ascolta più neppure il suo popolo che implora «basta».
Eppure le nostre nazioni sono uscite da tragedie simili se non peggiori, i nostri nonni e i nostri padri hanno visto da vicino i danni delle guerre e sono stati capaci di costruire un’Europa di pace, di far decollare le Nazioni Unite come garanzia di fratellanza tra i popoli, di scrivere nero su bianco i diritti inviolabili dell’umanità…
Il seguito sulla rivista.
di Annachiara Valle


