Un italiano in Lapponia

Stefano Mini, 36 anni, ha trovato la felicità nella regione artica, dove lavora negli allevamenti di cani da slitta e renne, oltre a organizzare escursioni per i turisti.
La neve, i boschi, le slitte, i cani e le renne: sono lo sfondo dei video e delle fotografie pubblicati sui social da unitalianoinlapponia. Lui, l’italiano in questione, ha un inconfondibile accento bresciano e si chiama Stefano Mini. Nato a Salò 36 anni fa, è seguito da migliaia di follower che apprezzano i suoi racconti sulla vita e sulle avventure nel profondo Nord.
Stefano lavora negli allevamenti di cani da slitta e renne, oltre a organizzare escursioni per i turisti. In primavera, incuriosito dalle sue storie su Instagram, è andato a trovarlo anche l’ambasciatore italiano in Finlandia, Nicola Todaro Marescotti, con l’obiettivo di valorizzare le informazioni presenti nei suoi contenuti, utili per fare in modo che i turisti italiani possano vivere un soggiorno artico in sicurezza e senza inconvenienti.
Da sempre intraprendente e curioso, dopo il liceo Stefano ha conseguito una laurea triennale in Economia all’Università di Brescia, per poi lavorare per un anno come cameriere a Disneyland. Nel frattempo ha ideato un corso d’inglese online, Inglese dinamico, successivamente pubblicato dall’editore Gribaudo.
Prima di approdare in Finlandia, ha trascorso sei mesi di Erasmus a Riga, in Lettonia. Nel 2015 si è trasferito alle Isole Canarie, dove ha fondato la Stefano Mini Consulting, azienda specializzata nella creazione e gestione di prodotti digitali per imprenditori e professionisti. Dopo sette anni e mezzo, nel 2022 si sposta in Lapponia con la sua compagna finlandese, Taina.
Conosceva già la Finlandia per avervi lavorato in passato con i cani da slitta, attività che svolgeva anche a Madonna di Campiglio, in Trentino. Dopo un primo soggiorno di tre mesi, decide di stabilirsi qui.
Oggi vive a Levi, nel nord del Paese, una nota località turistica molto amata dagli appassionati di sci, raggiungibile anche con voli low cost dall’Italia.
«Certo, sono venuto qui per amore, ma anche perché adoro la neve, l’inverno e il freddo», racconta Stefano. La sua passione per le temperature rigide è evidente nei contenuti che condivide sul web: spesso compare in primo piano con la barba ghiacciata.
Ma quanto può fare freddo in Lapponia? «Durante l’inverno», spiega, «le temperature sono molto variabili. Il cambiamento climatico ha avuto un impatto enorme: nevica meno e non fa più freddo come un tempo, ma si possono ancora raggiungere i -35 o i -40 gradi».
Il segreto per resistere a queste condizioni atmosferiche è vestirsi a strati. «La differenza tra -5 e -40 gradi si sente eccome. Bisogna arrivare preparati. Qui regnano la lana e la piuma, il sintetico non serve a nulla. Se indossi i jeans, non vai lontano. Per tenere calde le gambe servono almeno uno strato di lana e un buon pantalone da sci. Occorrono indumenti specifici per l’ambiente artico: qui è possibile trovare marche che in Italia neppure conosciamo», continua il ragazzo.
Il seguito sulla rivista.
di Roberto Zichittella


