Tom Cruise, bello e impossibile

Anche in questa edizione del Festival di Cannes, l’attore hollywoodiano è riuscito ad attrarre la folla accorsa per il nuovo film Mission: Impossible – The final reckoning, ricco di colpi di scena e di azioni spericolate.
Scontato bagno di folla, quello per Tom Cruise sulla Croisette per l’anteprima mondiale di Mission: Impossible – The final reckoning(ora nei cinema). Anche il più incallito dei festivalieri, pronto a fare la fila per un regista arrivato dall’Asia o per il sorprendente titolo di un cineasta latino-americano, non sa resistere alla tentazione dello star system e si accalca con la piccola folla dei privilegiati pur di poter poi dire ad amici e colleghi: quel film, che tutti state aspettando, io l’ho già visto. Succede sempre con le poche vere star hollywoodiane. E così è accaduto per Tom Cruise, attore che in quarant’anni di carriera ha fatto incassare oltre 12 miliardi di dollari, ma che non ha mai avuto la gioia di un Oscar. Colpa del carattere scontroso? Della vicinanza alla criticata setta di Scientology? Del fatto che, ormai da anni, Cruise produce da solo i blockbuster e tratta da pari a pari con le major? O piuttosto della malcelata invidia di tanti colleghi che gli sorridono e gli danno pacche sulle spalle, ma poi, al momento del voto dell’Academy, lo mandano regolarmente a quel paese? Fatto sta che il suo solo importante premio, a fronte di una carriera prestigiosa (a parte tre Golden Globe, ovvero i trofei della stampa estera accreditata a Los Angeles, e premietti vari sparsi qua e là per l’Europa), gli è stato dato tre anni fa al Festival di Cannes: la Palma d’oro d’onore in occasione della presentazione di Top Gun: Maverick, atteso sequel di Top Gun, che avrebbe poi sbancato i box office di tutto il mondo. E se i soldi non sono tutto, nel mondo dell’industria cinematografica contano. Eccome.
Il bel Tom, abbigliato in total black e ancora in forma smagliante a quasi 63 anni (li compirà il 3 luglio), si è mostrato riconoscente nei confronti di Cannes ed è tornato sulla Croisette per presentare l’atto finale della saga di spionaggio, da lui rilanciata anche come produttore a partire dal 1996, calandosi nei panni del super agente Ethan Hunt. Applausi di pubblico e addetti ai lavori, conquistati dalla trama ricca di colpi di scena, dalle tante sequenze spericolate (da lui girate sempre senza controfigura) e dal ritmo serrato, marchio di fabbrica del regista Christopher McQuarrie, arrivato a firmare con questo ben quattro degli otto capitoli di cui si compone la saga. Segno di grande fiducia da parte di Tom Cruise, deus ex machina di un’operazione dai grandi contorni commerciali (i primi sette film hanno già incassato quattro miliardi di dollari nel mondo). Ma guai a lusingarlo parlandogli di successo personale.
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di Maurizio Turrioni


