L’orgoglio del falco

Un viaggio a Doha, capitale del Qatar, alla scoperta del Falcon Souq, dove i visitatori possono ammirare i maestosi volatili, onorati e celebrati in tutto il Paese.
Il Falcon Souq è senza dubbio uno dei luoghi più affascinanti di Doha, la capitale del Qatar, città che per fortuna ha mantenuto la sua anima e non si è trasformata in un gigantesco e anonimo duty free come Dubai, l’altra grande metropoli affacciata sul Golfo Persico (o Arabico).
In questo souq, annunciato da un’insegna su cui spicca l’inconfondibile sagoma di un rapace, si concentrano punti-vendita di falchi, laboratori artigianali (per fabbricare guanti, cappucci e tutto l’armamentario per la falconeria) e anche una clinica specializzata nella cura di questi uccelli.
L’arte di addestrare e far gareggiare i falchi nel mondo arabo ha una tradizione molto antica, che può essere fatta risalire all’epoca pre-islamica. La falconeria era uno stile di vita in cui ogni famiglia, indipendentemente dal suo status sociale o tribale, poteva godere della presenza di questi uccelli intorno a sé. In alcuni casi il falco era addirittura considerato parte della famiglia. Oggi nei Paesi arabi il falco è un simbolo di dignità, valore e orgoglio. Le specie prescelte variano in base alla zona: per esempio, il falco pellegrino è preferito in Qatar, il falco Saker in Arabia Saudita. Un volatile che è anche considerato uno status symbol, soprattutto quando si parla di animali particolarmente pregiati: il prezzo di un esemplare può, infatti, variare da alcune centinaia di euro fino a centinaia di migliaia di euro. Ovvio che chi li acquista se ne prende cura in modo speciale. Nella sala d’aspetto del Souq Waqif Falcon Hospital, la clinica dove vengono visitati e curati i falchi, c’è Nasr, un giovane qatariota che regge sul guanto un esemplare di tre anni. «Lui è il mio miglior amico. Non sta male, è qui solo per un controllo», rassicura.
L’ospedale, nato nel 2008, si trova all’interno del popolare Souq Waqif (il “mercato permanente”), un luogo sempre vivace dove avviene la compravendita di merci che vanno dal bestiame al pesce, dalle spezie ai cereali, dal tè al caffè, dalla frutta ai tessuti.
Ogni giorno la struttura fornisce servizi clinici e di laboratorio a 130-150 falchi durante l’alta stagione e fino a 50 falchi durante la stagione della muta. OLtre agli addetti, che sono una trentina, è presente 24 ore su 24 un team di assistenza che si occupa di mantenere gli ambienti puliti e operativi.
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di Roberto Zichittella


