Il mestiere di educare

Genitori ok è scritto dai pedagogisti Carlo Callegaro, Arianna Montagni, Tatiana Ruaro.
C’è Lorenzo, un ragazzo di 14 anni, sportivo, alto, bello, che crea spesso caos in classe con la sua disattenzione e instabilità emotiva. L’andamento scolastico peggiora fino a raggiungere il culmine: insieme con altri compagni, supera le protezioni informatiche imposte dalla scuola e naviga in rete accedendo a siti pornografici. Risultato: una sospensione di tre giorni e l’impossibilità di partecipare alla gita imminente. Poi c’è Elisa, una vivace ragazzina di 12 anni, che vive con la madre. È intrappolata in emozioni e vissuti negativi, in ferite del passato che alimentano la sua rabbia e il suo risentimento.
E c’è Margherita, una ragazza di 18 anni plus dotata, il cui percorso è caratterizzato, da un lato, da capacità cognitive e apprendimento precoci e, dall’altro, da difficoltà di socializzazione con i coetanei.
Sono alcune storie raccontate nel libro Genitori ok. Trasforma i tuoi figli in persone sicure, forti e gioiose (Bookness, pp. 184, € 18), scritto dai pedagogisti Carlo Matteo Callegaro, Arianna Montagni, Tatiana Ruaro.
Dottor Callegaro, partiamo dal titolo, Genitori ok, che è anche il nome di un vostro progetto.
«Sì, tutto è cominciato nel 2012 con la fondazione di Il giornale dei genitori, rivista cartacea trimestrale poi trasformatasi nel sito Genitori ok (www.genitoriok.it). All’interno del progetto, durante la pandemia, abbiamo creato una community su Facebook per dialogare con i genitori e comprendere meglio i loro problemi. La maggior parte ha manifestato difficoltà soprattutto con i figli adolescenti. Per questo abbiamo deciso di fornire informazioni mirate a supportarli, attraverso social, video conferenze, formazione a distanza. Molte di queste risorse sono gratuite e, essendo online, fruibili su tutto il territorio nazionale. Un modo per sostenere anche le famiglie che abitano in aree svantaggiate o in zone in cui i servizi sono poco presenti».
Nel volume citate cinque pilastri formativi ed educativi. Quali sono e perché sono importanti?
«Il primo pilastro è la consapevolezza, che significa evitare di inserire il pilota automatico nell’educazione, ma interrogarsi e mettere in discussione le nostre convinzioni e abitudini. Occorre cioè abbandonare gli schemi tradizionali acquisiti in passato per attualizzarli e adattarli all’oggi. Il secondo pilastro è il valore positivo dell’errore, che deve essere accolto e valorizzato come un’opportunità di apprendimento e di crescita. Spesso proteggiamo i nostri figli per paura che sbaglino: ma se non sbagliano non potranno mai imparare. Il terzo pilastro è la chiarezza dei valori e degli obiettivi, che devono essere specifici per convogliare risorse ed energie nella giusta direzione, evitando dispersione e confusione. Il quarto pilastro è la gestione degli ostacoli, intesa come la capacità di affrontare le sfide della vita con resilienza, gestendo emozioni e pregiudizi. Infine, il quinto pilastro è la creatività, ovvero la capacità di adottare un approccio flessibile nell’educazione dei figli, il che implica spontaneità, intuizione, apertura verso nuove idee e possibilità».
Il seguito sulla rivista.
di Roberta Arosio


