Sanremo, la Quaresima e l’arte della pace

Non si sono spenti gli echi della manifestazione canora che, qualunque cosa se ne pensi, riesce ancora a incollare agli schermi milioni di telespettatori. Restano, speriamo non solo per fare audience, le parole del Pontefice: «La musica è bellezza, la musica è strumento di pace. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano e raggiunge il cuore di tutti. La musica può aiutare la convivenza dei popoli». Sul palco, ad ascoltare le parole di papa Francesco, c’erano, con il conduttore Carlo Conti, l’israeliana Noa e la palestinese di cittadinanza israeliana Mira Awad. Insieme, in una struggente e particolarissima interpretazione – in ebraico, arabo e inglese – della canzone di John Lennon, Imagine, le due artiste hanno portato in musica i sogni dei loro popoli. «Immagina un mondo senza paura, un mondo senza odio dove viviamo insieme. Un mondo d’amore. Costruire un futuro per entrambi nello stesso posto», canta Noa guardando Mira. «Immagina che non ci siano limiti, niente minaccia la mia esistenza. Immagina che non ci siano soldati, lottare per una religione. Immagina tutte le persone vivere in sicurezza», risponde Mira guardando Noa.
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di Annachiara Valle


