Un vento pacifico soffia in Medio Oriente

Immagine modificata con AI di Photoshop – Foto originale Getty Images.

La soluzione dei due Stati ha messo d’accordo israeliani e palestinesi, facendo terminare il conflitto.

E improvvisamente è scoppiata la pace. Nonostante i venti contrari, le prove di forza, le rotture, i politici ben avvitati alle poltrone nei governi e nei centri di potere, c’è stato spazio per capirsi, ascoltarsi, ricucire, sanare le ferite. Ci sembrava impossibile immaginare il 2025 come l’anno della riconciliazione in cui finalmente celebrare la soluzione di guerre e conflitti. Ma sperare non è stato da ingenui. Sono state formulate proposte concrete e sono stati trovati i negoziatori, anche se la loro voce sembrava silenziata dai bombardamenti e dalle dichiarazioni bellicose. 
Come si poteva immaginare una via di uscita al conflitto fra Israele e Hamas, scatenato dopo l’assalto dei terroristi contro Israele il 7 ottobre 2023? I mediatori erano stati tanti: gli Stati Uniti (con le innumerevoli missioni del segretario di Stato uscente, Anthony Blinken); l’Egitto, l’unico Paese arabo confinante con la Striscia di Gaza; il Qatar, che ha ospitato sul suo territorio i leader di Hamas; la Giordania, che si è molto impegnata negli aiuti umanitari alla popolazione palestinese; la Turchia, che ha sempre sostenuto la causa della Palestina e non considera Hamas un’organizzazione terroristica. Anche altri Paesi avevano provato a proporre soluzioni: l’Arabia Saudita, la Russia e pure la Cina. Un accordo, però, non poteva prescindere dal coinvolgimento degli attori regionali. Una proposta di risoluzione era stata presentata anche a papa Francesco, lo scorso ottobre. L’avevano avanzata Ehud Olmert, 78 anni, primo ministro di Israele fra il 2006 e il 2009; Nasser Al-Kidwa, ex ministro degli Esteri dell’Autorità palestinese; una delegazione di attivisti per la pace. Durante il mandato di Olmert venne firmato un cessate il fuoco per la guerra in Libano del 2006. Lui stesso fu, inoltre, l’artefice dell’ultimo vero tentativo di raggiungere un’intesa per la creazione di due Stati, con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. Ed è proprio quest’ultima idea che, alla fine, è riuscita a mettere d’accordo le parti. Sono arrivati il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi in cambio di vari prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, ma anche la ripresa dei negoziati per gli Stati israeliano e palestinese.

Il seguito sulla rivista.

di Roberto Zichittella

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