Ed è finalmente scoppiata la pace

Dopo tre anni di guerra tra Russia e Ucraina, le armi si sono fermate. La prima mantiene solo una parte delle regioni occupate, la seconda accetta il compromesso in cambio della difesa militare della Nato.
Il 2025 comincia con il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) e inviato speciale del Papa per la pace in Ucraina, che scende da un pullman tenendo per mano alcuni bambini. Sono un gruppo degli oltre 19 mila minori ucraini portati con la forza in Russia dopo l’inizio del conflitto. Grazie al suo paziente lavoro di mediazione, il porporato li riporta nel loro Paese, dai loro genitori. Il ritorno dei bimbi avviene contemporaneamente a uno scambio di prigionieri e dà finalmente conforto a decine di migliaia di famiglie, di entrambe le nazioni, che da quasi tre anni soffrono per l’assenza dei loro cari, mandati a combattere al fronte.
Dopo anni di una guerra maledetta cominciata il 24 febbraio del 2022 con l’aggressione russa, decine di migliaia di morti (forse molti di più), sofferenze infinite, distruzioni, paura di escalation nucleare, divisioni all’interno della comunità internazionale, sono stati finalmente compiuti passi di pace.
L’aspetto umanitario è importante in un conflitto diventato sempre più disumano (pensiamo agli attacchi russi contro le infrastrutture per tenere milioni di ucraini al freddo e al buio oppure alla fornitura di mine antiuomo da parte degli Stati Uniti all’Ucraina per fermare l’avanzata della fanteria nemica). Il rientro a casa dei bambini e dei prigionieri è già un raggio di luce in uno scontro armato che non ha mai conosciuto una tregua o un cessate il fuoco.
Inoltre, si è fatta spazio una soluzione politica. Ed ecco finalmente un accordo sostenibile, in primo luogo per l’Ucraina, il Paese aggredito. Vladimir Putin, presidente della Russia, fin dall’inizio ha cercato il conflitto a oltranza, tanto da convertire il suo apparato industriale a una economia di guerra, mentre Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha presentato un piano per la vittoria che ha lasciato scettici molti alleati occidentali. Il 20 gennaio Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca con tutte le sue imprevedibilità.
Il seguito sulla rivista.
di Roberto Zichittella


