Migranti cittadini come noi

Camerieri, autisti, badanti, lavoratori nei campi. Dopo che tutti gli stranieri presenti nel nostro Paese hanno incrociato le braccia, l’intera nazione si è bloccata. Così il Governo è stato costretto a riconoscere i loro diritti.
Alle ore 12 del 15 gennaio 2025 gli stranieri presenti nel nostro Paese hanno dato vita a una azione dimostrativa straordinaria. Tutti gli stranieri non sono andati nei loro consueti posti di lavoro. I camerieri non hanno servito nei ristoranti, i commessi non hanno alzato la serranda dei negozi. Gli autisti di autobus e i taxisti hanno interrotto la corsa. Medici, infermieri, ausiliari hanno deposto i loro camici. Gli sportivi professionisti, di ogni nazionalità e con ogni tipo di ingaggio, si sono fermati. Gli studenti e i docenti universitari hanno abbandonato le aule. Anche star, influencer, uomini e donne del mondo della cultura e dello spettacolo con origini non italiane hanno bloccato le loro attività. Perfino suore, sacerdoti, consacrati hanno sospeso il loro servizio, così come le tante badanti.
Video di questo singolare flash mob, che dura già da tre giorni, girano sui social. Le reazioni dei politici sono state inflessibili. Il ministro degli Interni ha dichiarato che questa azione dimostra che esiste una rete sovversiva che collega tutti gli immigrati. Il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, non potendo fare alcuna precettazione, dato che non si tratta di uno sciopero, ha invocato l’espulsione, perché nessuno può permettersi di bloccare gli italiani onesti, tantomeno gli immigrati, e ha aggiunto che l’evento è la dimostrazione che la linea dura deve farsi durissima: respingimenti non solo per chi arriva, ma espulsioni per chi c’è. La premier, dopo avere espresso grande stupore, considerando che, a suo dire, il nostro Paese ha avviato politiche sull’immigrazione che l’Europa ci invidia, ha preso atto che l’azione mette a rischio nodi nevralgici del sistema Paese. Immediatamente in bilico, con la chiusura forzata dei ristoranti per mancanza di personale, il Pil generato dal turismo. A tre giorni dall’inizio dell’agitazione sono, infatti, arrivate disdette agli alberghi. Molte fabbriche, a causa degli addetti dimezzati e del lavoro interrotto, hanno chiesto la cassa integrazione. Sono rallentate le consegne di Amazon e di beni di prima necessità. Gli anziani hanno dovuto implorare i loro figli di assisterli, costringendoli a prendere ore o giorni di permesso dal lavoro.
Nessuno degli stranieri ha usato parole di odio, né ha compiuto gesti violenti. Questa pacifica azione sta, però, determinando notevoli disagi, facendo emergere il ruolo cruciale degli immigrati.
Si suppone che a provocare il fenomeno, diffusosi a macchia d’olio, siano state le ultime dichiarazioni di esponenti del Governo, che hanno affermato che la politica avviata da Donald Trump negli Stati Uniti nei confronti dei migranti costituisce la strategia giusta per difendere i confini e per garantire agli italiani quel benessere sociale ed economico messo a rischio dagli stranieri.
Il seguito sulla rivista.
di Elvira Zaccagnino


