Lavoro sicuro per tutti

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Mai più morti e feriti nei cantieri, nelle fabbriche, nei terreni agricoli. L’eterna promessa di sicurezza è finalmente diventata realtà. Grazie a controlli serrati, formazione, estensione delle denunce anonime, lotta al sommerso.

Tornano a essere più sicuri i lavoratori italiani di ogni nazionalità. I dati del 2025, infatti, registrano, nei primi sette mesi, una rilevante riduzione degli incidenti, in particolare di quelli mortali. E così, se nell’analogo periodo del 2024 le denunce di infortunio erano state 350.823, in aumento dell’1,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2023, e addirittura con un più 12,2 per cento rispetto a gennaio-luglio 2021 e un più 21,4 rispetto a gennaio-luglio 2020, quest’anno le cose si mettono decisamente meglio. Scendono a sette i morti sul lavoro, mentre nei primi sette mesi dello scorso anno erano stati 577, 18 in più rispetto al 2023.
Merito di controlli più serrati nell’applicazione delle leggi sulla sicurezza e di una cultura della prevenzione rafforzata da un ingente investimento sulla formazione di datori di lavoro e occupati, di una campagna di sensibilizzazione in imprese e cantieri, della piena attuazione della cosiddetta patente a punti, concessa a chi non ha registrato infortuni nelle proprie sedi e ha rispettato tutte le norme prescritte. Ma pure dell’estensione del whistleblowing, cioè le denunce anonime di irregolarità e violazioni, e della lotta al sommerso, anche grazie all’istituzione di una Procura nazionale della sicurezza sul lavoro e alla tracciabilità dei pagamenti.
Certo, ci sono voluti morti e indignazione popolare, soprattutto dopo una delle ultime stragi sul lavoro causata dall’esplosione avvenuta in una raffineria dell’Eni, a Calenzano, nei pressi di Firenze. Cinque operai hanno perso la vita e altri sono rimasti feriti, nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco. Su quelle bare tutti hanno preso l’impegno di chiudere una stagione di sangue, mettendo al primo posto la dignità delle persone e non il maggior profitto per le imprese.

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di Annachiara Valle

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