Un “difensore” della democrazia

Costituente, accademico, giornalista, Luigi Einaudi è stato il secondo presidente della Repubblica. Lo ricordiamo oggi, a sessant’anni dalla morte, per aver difeso i valori repubblicani e per essersi impegnato contro le discriminazioni economiche nel Paese.

Fu il primo a risiedere al Quirinale. Di Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica, morto a Roma il 30 ottobre del 1961, è noto l’aneddoto secondo il quale, avendo il suo predecessore, Enrico De Nicola, scelto come sede palazzo Giustiniani, gli toccò un appartamento presidenziale ancora intonso, dopo essere stato abbandonato dai monarchi. Poiché, però, il re e la regina dormivano in camere separate, mentre lui non voleva stare lontano dalla moglie Ida, si ritrovò a trascorrrere la prima notte insieme alla consorte nella stanza degli ospiti. In quelle sale Einaudi, che era stato costituente e che era economista, accademico, giornalista, politico, rimase dal 12 maggio del 1948 all’11 maggio del 1955. Da presidente, lui che era stato in origine a favore della monarchia, difese invece i valori repubblicani e anzi, nel discorso di insedia- 20 MADRE ottobre 2021 mento alla più alta carica, ricordò che «pur essendosi espresso per la monarchia in occasione del referendum istituzionale, nel biennio costituente » aveva dato al regime repubblicano «qualcosa di più di una mera adesione, avendo constatato che il trapasso tra le due forme istituzionali era avvenuto in maniera perfettamente legale e pacifica, a dimostrazione che il popolo italiano era ormai maturo per la democrazia». E ancora aveva ringraziato il suo predecessore, al quale «va il riconoscente affetto di tutto il popolo italiano, il ricordo devoto di tutti coloro i quali hanno avuto la ventura di assistere ammirati alla costruzione quotidiana di quell’edificio di regole e di tradizioni senza le quali nessuna Costituzione è destinata a durare».

Il resto sulla rivista.

di Antonio Dell’Anna

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