Sul lettino di Carl Jung

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Il padre della psicologia analitica, scomparso sessant’anni fa, ci ha lasciato in eredità i suoi affascinanti studi sulla mente. Ancora oggi attuali e utilizzati da molti terapeuti con i loro pazienti.

Per capire chi è stato Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, morto sessant’anni fa, il 6 giugno 1961, è utile guardare una sua intervista (disponibile su YouTube) realizzata due anni prima da John Freeman. Il giornalista della Bbc va a trovare lo psichiatra ottantaquattrenne nella sua casa di Küsnacht, in Svizzera. Parte da domande molto semplici, alle quali Jung risponde in modo sincero, parlando dei suoi 19 nipoti, degli otto pronipoti, dell’infanzia modesta e solitaria, del rapporto con i genitori (il padre era un pastore protestante), del fatto che la sua precoce genialità non veniva compresa dagli insegnanti. Alla fine degli studi in medicina, come racconta al suo interlocutore, entra in contatto con la psichiatria, una materia che gli fa subito «battere forte il cuore» (queste sono proprio le sue parole). Nel 1900 inizia il tirocinio all’ospedale psichiatrico Burghölzli di Zurigo, dove elabora la teoria delle associazioni di parole: Jung pronuncia un vocabolo al quale il paziente deve rispondere con un altro, il primo che gli viene in mente. Il tempo di risposta viene misurato e lo psichiatra nota che più la parola è associata a fatti, eventi, emozioni spiacevoli, più l’intervallo aumenta. Ciò dà vita alla successiva teoria sui complessi: per Jung essi sono una serie di rappresentazioni, di ricordi e di pensieri, caratterizzati da una forte «tonalità affettiva» o energia. Se questa è eccessiva rispetto al contesto che si sta vivendo, secondo lo psichiatra svizzero, essa limita la libertà dell’Io, ovvero la nostra identità. Tale concetto permette di descrivere non solo le patologie, ma anche i meccanismi della mente in generale.Sempre nel 1900 Jung rimane molto colpito dalla lettura de L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. L’incontro con il “maestro” avviene nel 1907. Ne nasce una complicata amicizia.

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Katia Del Savio

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