Couture, l’àncora dell’amicizia

Angelina Jolie è una regista malata di cancro che trova nei legami la forza per rinascere.
«Questo è il mio film più personale», ha detto Angelina Jolie all’anteprima di Couture della regista francese Alice Winocour (di cui è anche produttrice) alla Festa del cinema di Roma dello scorso anno. «Si parla di salute della donna, del cancro, della vita e di come attraversare un’esperienza come questa. C’è speranza. La vita è un regalo». La diva di tanti film d’azione qui interpreta Maxine, regista americana che piomba a Parigi durante la fashion week per girare un corto, incarico che ha accettato per soldi, dato il difficile divorzio in corso. La sua vita, rigidamente organizzata, è sul punto di crollare quando uno specialista francese (Vincent Lindon) le diagnostica un cancro al seno su cui bisogna agire in fretta. Maxine, sconvolta, incrocia le esistenze di Angèle, un’abile truccatrice che sogna di diventare scrittrice e di Ada, diciottenne keniota studentessa di farmacia, modella. Dietro lo scintillante sipario della moda, tra frivole apparenze e insostenibili durezze, queste donne si trovano ad affrontare scelte cruciali che possono cambiare per sempre le loro vite. In un mondo che ti spinge costantemente a essere qualcun altro, l’amicizia sarà l’ancora di salvezza che farà trovare loro il coraggio di essere sé stesse.
«Ho accettato questo film perché ho avuto due lutti da giovane: mia madre e mia nonna sono morte di cancro al seno», ricorda Jolie con dolore. «Ho scoperto di avere anch’io il gene che aumenta il rischio di sviluppare la malattia. Per questo, nel 2013, ho fatto una doppia mastectomia preventiva. Non dico che tutte le donne dovrebbero farlo, ma che è importante avere la possibilità di scegliere. Questo, comunque, non è un film sul cancro bensì su una donna che scopre di avere un tumore e reagisce conquistando coscienza di sé, aprendosi di nuovo alla vita».
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di Maurizio Turrioni


