Un’icona a due ruote

Foto Getty Images

Il 23 aprile 1946, lo stesso anno della nascita della Repubblica italiana, viene creato a Pontedera, nei pressi di Pisa, uno scooter destinato a riscrivere le regole della mobilità, e non solo quella urbana. La Vespa non è stata semplicemente un mezzo di trasporto: è stata una piccola rivoluzione silenziosa. Nell’Italia che usciva dalle macerie della guerra, fu progettata per essere facile da guidare e accessibile a chiunque. E chiunque includeva, finalmente, anche le donne.
In un’epoca in cui la mobilità femminile era ancora limitata e subordinata ad altri, questo veicolo ha aperto una strada, in senso letterale e figurato, verso l’emancipazione.
Ottant’anni dopo, con quasi venti milioni di pezzi venduti in tutto il mondo, quella promessa di libertà è ancora intatta.
Pochi oggetti possono vantare una lista di “interpreti” come la Vespa. Salvador Dalí, nel 1962, ne creò una dedicata alla moglie Gala. Giorgio Armani nel 2015 la reinterpretò con le sue tonalità inconfondibili. Poi fu la volta di Christian Dior, sotto la direzione creativa di Maria Grazia Chiuri, che vestì una Vespa 946 con l’eleganza senza tempo della maison parigina. E ancora Justin Bieber, Urs Fischer, Frank Gehry. Artisti, stilisti, icone pop: tutti sedotti da questo due ruote. Tutti capaci di reinventarlo senza snaturarlo. Perché la Vespa non ha bisogno di cambiare per restare contemporanea.

Il seguito sulla rivista.

di Lucilla Perrini

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