Disclosure day

Steven Spielberg torna con un film di fantascienza che narra una storia di alieni.
Alla soglia degli ottant’anni (il prossimo 18 dicembre) Steven Spielberg resta uno dei registi più creativi e fantasiosi del cinema mondiale. In una vita trascorsa dietro la cinepresa ha diretto 36 film, tutti entrati in qualche modo a far parte della storia della settima arte, non solo per gli stratosferici incassi che hanno rilanciato l’industria hollywoodiana. Spaziando dalla commedia (Always, Hook-Capitan Uncino, Prova a prendermi, The Terminal, The Fabelmans) al dramma (Il colore viola, L’impero del sole, Amistad, Munich); dalla fantascienza (Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T., A.I. Intelligenza Artificiale, Minority Report, La guerra dei mondi) al genere avventuroso (Lo squalo, Il ponte delle spie, la saga di Indiana Jones e quella di Jurassic Park), Spielberg ha lasciato il segno col suo stile inconfondibile. Gratificato con tre Oscar (per Schindler’s List, miglior film e regia e per Salvate il soldato Ryan, ancora per la regia), quattro Golden Globe e un’infinità di altri premi come Bafta, Emmy, Tony, Grammy Award, appartiene a quella ristretta cerchia di artisti con lo status di Egot, ossia coloro che hanno saputo vincere i quattro principali riconoscimenti dedicati all’intrattenimento in tv, musica, cinema e teatro. A ciò si aggiunga che è stato, assieme a Jeffrey Katzenberg e David Geffen, fondatore di due delle maggiori case di produzione: Amblin Entertainment e Dream Works. Con un patrimonio personale stimato in dieci miliardi di dollari, due matrimoni (con l’attrice Amy Irving e poi con Kate Capshaw), sette figli (tra legittimi, adottati e acquisiti), il buon Steven potrebbe ritirarsi.
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di Maurizio Turrioni


